Uno dei conflitti più sanguinosi e lunghi della storia del continente sudamericano si è concluso nelle ultime settimane del 2016. Il 30 novembre il Parlamento colombiano ha ratificato il nuovo accordo di pace con le FARC (le Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane) mettendo così fine ad un conflitto durato più di 50 anni. Un risultato insperato considerando che all’inizio di ottobre la popolazione colombiana lo aveva respinto con il primo accordo di pace firmato dal presidente Juan Manuel dos Santos e le FARC, rappresentate da Rodrigo Londono Echeverri, esponente di spicco delle milizie, conosciuto con il nome di battaglia di “Timochenko”, con un referendum la cui maggioranza era stata a dir poco risicata e che aveva visto il voto delle zone rurali giocare un ruolo decisivo a sfavore del patto.
_90075521_288e29a8-8fe0-4fc2-8ec9-75438488dead.jpgDopo tale esito in molti avevano infatti pensato che si fosse persa un’occasione storica, perché l’accordo, raggiunto anche grazie alla mediazione del presidente cubano Raùl Castro, era solo l’ultimo di una serie di tentativi per far cessare la guerra fatti dalle milizie e il governo colombiano. Il primo di questi tentativi risale al 1984 con gli “Accordi di Uribe” i quali prevedevano: il cessate il fuoco (che da allora in poi è stato il punto iniziale di ogni trattativa intavolata tra le parti) l’introduzione di organi politici e l’inizio di una attività politica delle FARC affianco ad altri partiti di sinistra. Tali accordi furono però rotti delle stesse FARC, dato che nei mesi che seguirono la loro entrata in politica molti loro esponenti furono uccisi e decisero di ritornare a fare ciò che aveva caratterizzato fin dall’inizio del conflitto (1964) la loro attività: la guerriglia.

Una seconda fase ci fu a cavallo tra anni 90 e primi anni 2000. L’allora presidente colombiano Andres Pastrana decise di tornare a porre in essere delle trattative per poter risolvere quelli che erano i problemi che avevano causato lo scoppio della guerra (tra di questi una riforma agraria da poter applicare in tutto il paese). Questi dialoghi, conosciuti come “Dialoghi del Caguàn”, portarono alla firma di un piano chiamato “Plan Colombia” che regolava i punti sui quali si erano messi d’accordo FARC e Governo. Sfortunatamente questo piano non si applicò perchè il presidente Pastrana decise poi di cambiare linea politica e di sconfiggere le milizie sul piano militare.

Questa stessa linea fu poi seguita dall’attuale presidente Santos, fino a quando nel 2012 si decise a Oslo di instaurare delle vere e proprie trattative di pace che avrebbero portato all’accordo non ratificato ad ottobre di questo anno per il non consenso della popolazione e alla stesura del nuovo accordo ratificato il 30 novembre. Questo definitivo accordo prevede che le milizie siano raccolte sotto la supervisione dell’ONU entro 5 giorni e che il processo di disarmo inizi entro un mese sempre sotto il controllo dell’ONU. Proprio la comunità internazionale ha visto con favore la fine di questo conflitto, tanto che al presidente Juan Manuel dos Santos è stato assegnato il premio Nobel per la pace.

 

Cosimo Graziani

Giorgia Verna 

Elvira Marchetti 

BIBLIOGRAFIA: 

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Conflitto_armato_colombiano

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Forze_armate_rivoluzionarie_della_Colombia

http://www.lastampa.it/2016/12/01/esteri/la-colombia-ha-ratificato-laccordo-di-pace-con-le-farc-864NLoeQlO5SqMZDFjn29J/pagina.html