Lo scorso 13 settembre Jean Claude Juncker, presidente della Commissione UE, ha pronunciato di fronte al Parlamento Europeo il suo discorso sullo Stato dell’Unione o in inglese State of the European Union. Data la rilevanza dei contenuti e la presenza delle istituzioni europee sui social media l’hashtag #SOTEU è diventato virale nel giro di pochi giorni.

Facciamo un passo indietro …

Che cos’è lo State of the European Union e perché viene fatto di fronte al parlamento?

Ogni anno il Presidente della Commissione Europea fa un discorso sulla situazione in cui vertono gli stati UE e sugli obiettivi su cui la sua squadra di commissari e le altre istituzioni europee devono focalizzarsi.

La Commissione Europea ha infatti potere di iniziativa politica, vale a dire ha la facoltà di redigere le leggi dell’Unione Europea. A differenza degli stati nazionali, nell’UE il potere di iniziativa politica non spetta al Parlamento ma ad un altro organo che riassume potere legislativo ed esecutivo (la Commissione) con alcuni fondamentali limiti e misure.

Nel rispetto degli obiettivi generali e delle regole di base sanciti dai trattati, la Commissione propone una legge che poi passa al vaglio del Parlamento Europeo e del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea.[1]

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Ma torniamo al discorso di Juncker ed esaminiamone i punti più interessanti:

  • Il vento nelle vele: Juncker ha utilizzato questa potente metafora per riassumere la nuova onda di positività infusa all’UE grazie al lavoro svolto dalle istituzioni europee. Difatti i maggiori indicatori economici registrano una crescita positiva e allo stesso tempo i leader mondiali hanno dimostrato di voler rimanere uniti per fronteggiare le sfide del futuro, come dimostrato a Roma per l’anniversario dei trattati del 1957.
  • Priorità: L’Unione Europea si fonda sulla promozione della libertà commerciale, la protezione dei cittadini e il rispetto dei diritti umani; per questo motivo, Jean Claude Juncker ha ricordato che da un lato è fondamentale armonizzare le politiche economiche, energetiche, di sicurezza, finanziarie, bancarie e di innovazione ma dall’altro i cittadini devono rimanere una priorità fondamentale. Per questo il suo discorso richiama alla protezione dei lavoratori nell’era digitale e ad una maggiore attenzione verso i flussi migratori. A questo punto, Juncker ha tenuto a sottolineare che i giovani volontari, impiegati nei salvataggi in mare e sulla terraferma, e l’Italia rimangono i punti cardine della politica di accoglienza nel Mediterraneo.
  • Spiegare le vele: l’Unione deve saper sfruttare la nuova spinta di positività e tornare ai suoi valori fondanti. Juncker ricorda: “For me, Europe is more than just a single market. More than money, more than the euro. It was always about values”. Questi valori sono: libertà, eguaglianza e stato di diritto.
  • Un’Unione più unita, più forte e più democratica: il piano strategico di quest’anno prevede un aumento della coesione interna dell’UE attraverso il rafforzamento della zona Schengen, dell’unione monetaria e di quella bancaria (l’ultimo grande progetto Europeo). Il rafforzamento dell’Unione Europea deve passare, secondo le parole di Juncker, attraverso la creazione di un Ministro Europeo dell’Economia e delle Finanze, che garantisca una perfetta armonizzazione delle politiche economiche e un più alto livello di coordinamento finanziario, una figura di intermediazione che possa fungere da liaison tra Commissione – Consiglio dei Ministri dell’UE – l’Euro Gruppo e i governi nazionali. Inoltre, ricorda il presente della Commissione, l’UE deve focalizzarsi sulla sicurezza interna ed esterna per combattere la minaccia del terrorismo e dei cyber attacchi munendosi di una struttura sovranazionale più forte e più efficiente. Infine, un’Unione più democratica è possibile secondo Juncker attraverso la creazione di liste elettorali transnazionali, per consentire ai cittadini di identificarsi in un partito europeo quando si recano al voto per l’Europarlamento, e la fusione delle due figure: Presidente del Consiglio Europeo e Presidente della Commissione, una nuova carica che risulterebbe più democratica perché scelta dai parlamentari in base alla maggioranza presente in aula.

In conclusione il presidente Juncker ha illustrato le prossime tappe per la messa in atto di questo volenteroso piano per la realizzazione del quale la partecipazione degli stati membri è fondamentale. Anche se molto ambizioso questo progetto presenta delle proposte precise e puntuali che nei prossimi anni potrebbero diventare realtà. In particolare la creazione di un Ministro dell’Economia e delle Finanze porterebbe l’UE ad avere un più ampio margine di manovra su questioni di politica economica e finanziaria. Ancora più importante è però la possibilità di creare delle liste elettorali transnazionali, che coinvolgano i cittadini europei direttamente e non attraverso le liste di partiti nazionali. Per questo secondo cambiamento, da anni agognato da esperti e politici, dovremo forse aspettare di più… Ciò non toglie che i commissari avranno molto sui lavorare nei prossimi anni!

Per rivedere il SOTEU2017 visita: https://ec.europa.eu/commission/state-union-2017_it

 

Patrizia Attanasio

[1] Siamo andati troppo avanti? Long story short: l’Unione Europea è un’organizzazione internazionale come le altre, ed è quindi fondata su dei trattati che ne determinano il funzionamento interno. Se ne vuoi sapere di più consulta: https://europa.eu/european-union/index_en