Dal 29 settembre al 1 ottobre si è svolta l’undicesima edizione del festival di Internazionale a Ferrara. 76 mila presenze, 270 ospiti provenienti da 40 paesi e da 4 continenti per 250 ore di programmazione e 130 incontri. Internazionale ha reso Ferrara, in questi tre giorni, un incredibile luogo di confronto e scambio di idee. Più di 100 studenti, 90 responsabili di spazio, oltre 15 persone addette alla produzione e un pubblico eccezionale, capace di creare code mai viste.

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Tra documentari, incontri, workshop, presentazioni di libri, concerti e Virtual Reality Internazionale ha dato vita a uno degli eventi culturali più interessanti della stagione. Noi di United Network Post abbiamo avuto la fortuna di vivere in questo mondo parallelo per tre giorni, assistendo ad alcuni degli incontri più belli del festival, come “Matite appuntite”, con Zerocalcare e Guy Deslisle. Il sottotitolo recitava “Da Kobane alla Cecenia, il mondo raccontato a fumetti”.

Quest’incontro rappresenta l’essenza del festival. Teatro Comunale di Ferrara, tra l’altro bellissimo, gremito di persone alla ricerca ossessiva di cultura e conoscenza, con degli ospiti di altissimo livello pronti a dialogare e confrontarsi sulle questioni più controverse del mondo contemporaneo.

La caratteristica fondamentale che differenzia questo festival da altri è proprio l’idea stessa di “festa”. Internazionale è una festa della cultura, del sapere attivo e non didascalico, della partecipazione e del confronto, non dell’imposizione delle opinioni. E, per una volta, facciamo i complimenti a un’iniziativa italiana. Perché questo festival rappresenta una delle armi più potenti contro i vari “in Italia non si fa niente”, “la cultura non interessa più a nessuno”, “i giovani hanno perso interesse”. Non è così, non deve essere così e non potrà essere così. Da questo punto di partenza, da questi tre giorni che si ripetono ogni anno, bisogna ripartire per creare qualcosa, non distruggere quel poco che già esiste.

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Perciò il festival di Internazionale si classifica, anche quest’anno, come uno dei più interessanti e partecipati festival di giornalismo (e non solo) d’Europa. Centro di raccolta di giovani interessati alla politica, i quali, con la loro devozione, annientano la convinzione che “tanto non cambia nulla” e spingono quindi nella direzione di una rapida ripresa.

Un consiglio? L’anno prossimo prendete un biglietto, chiamate i vostri amici, abbandonate ogni pregiudizio o timore di sorta e partite per Ferrara. Credeteci, non ve ne pentirete.

Bianca Motawi
Claudio Antonio De Angelis