Giovedì 12 Ottobre 2017 gli Stati Uniti d’America hanno deciso di ritirarsi dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, nota anche come UNESCO. La scelta entrerà in vigore a partire da Gennaio 2018.

 

L’Amministrazione del Presidente Donald Trump, eletto nel Novembre 2016, ha deciso di annunciarlo a ridosso delle elezioni del nuovo Direttore Generale dell’Organizzazione, che prenderà il posto del DG Irina Bokova. L’Amministrazione ha dichiarato che è stata una decisione difficile e presa molto attentamente, dovuta a molti problemi che gli USA hanno avuto con l’UNESCO dal 2011.

 

Facciamo un passo indietro con un breve excursus storico. Nel 1984, il Presidente Ronald Reagan ritirò gli USA dall’UNESCO dichiarando che la loro posizione fosse troppo a favore dell’Unione Sovietica (ricordiamo che questo era il periodo della “guerra fredda”), e nel 2002 il Presidente G.W. Bush decise di rientrare nell’Organizzazione richiamandone l’importanza a livello culturale.

Nel 2011 il governo degli Stati Uniti cessò di dare fondi all’UNESCO, questo perché esiste una legge emanata nel 1996 che vieta gli USA di donare qualsiasi bene ad un’organizzazione ONU che considera la Palestina come suo paese membro. In quell’anno, infatti, l’UNESCO fece entrare la Palestina come paese membro. Il Presidente Barack Obama, in carica in quel momento, cercò di cambiare questo emendamento in Congresso, di cui molti si erano ormai dimenticati, con risultati negativi dovuti alla maggioranza Repubblicana. Inoltre il diritto internazionale dispone che qualora un paese non finanziasse un’organizzazione internazionale per più di due anni, questo perde automaticamente il diritto di voto.

Quali furono le conseguenze? Fino a oggi gli Stati Uniti si ritrovavano a far parte dell’organizzazione internazionale dell’UNESCO, senza il diritto di voto e con un debito accumulato pari a 600 milioni di dollari.

Già in campagna elettorale il Presidente Trump aveva dichiarato di voler uscire dall’Organizzazione, ma non si pensava che la decisione sarebbe stata presa così velocemente, in particolare in un momento storico come questo, dove il supporto e l’expertise statunitense svolge ancora un ruolo importante. Da ricordare però che il Presidente eletto ha sempre negato il suo consenso nei confronti di istituzioni multilaterali e che in molte occasioni ha voluto rimarcare la sua posizione pro-Israele in contrasto con il suo predecessore Obama.

Il Presidente crede che l’UNESCO abbia dei forti pregiudizi nei confronti dello Stato di Israele, alleato storico statunitense, e che sia diventata un’Organizzazione troppo politicizzata, a tratti quasi “imbarazzante”. Questa sua affermazione è dovuta a delle politiche effettuate dall’UNESCO lo scorso anno, che avrebbero avuto l’effetto di cancellare luoghi di eredità culturale ebraica in Israele che legava lo Stato a Gerusalemme.

unesco_hq_688px

Questa azione ha suscitato molto stupore e ha portato a numerose richieste di spiegazioni da parte di altri Stati. Dal momento che gli USA hanno sempre sostenuto il lavoro dell’UNESCO, promuovendone l’educazione e la protezione di siti di beni culturali mondiali.

Ovviamente, questa decisione è stata soggetta anche a molte critiche. Osserviamo, ad esempio, molti tweet che accusano il Presidente, affermando che con ciò egli ammette il suo disinteresse totale verso la cultura e la storia, nonostante l’interesse del suo popolo.

Per quanto si evidenzino numerose critiche, si notano al contempo anche numerosi messaggi di supporto. Infatti lo Stato di Israele ha concordato con la scelta statunitense, ed ha annunciato che anche Israele procederà all’uscita dall’UNESCO.

 

Fortunatamente, sul piano internazionale, non ci saranno grosse ripercussioni per l’UNESCO. Esso potrà ancora proteggere i siti culturali presenti nei paesi ritiranti, e procedere come da norma nell’adempimento della sua missione.

 

Quello che possiamo chiederci è il seguente quesito: quella del Presidente Trump è una scelta puramente finanziaria ed economica oppure si può affermare che l’interesse degli Stati Uniti verso l’UNESCO stia cominciando a diminuire?

Giulia Anderson

 

Bibliografia: