Il 16 ottobre si celebra alla FAO la XXXVII Giornata Mondiale dell’Alimentazione

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Il mondo è in movimento. Milioni di persone ogni giorno salgono su barconi carichi di fratelli sconosciuti alla ricerca disperata di un futuro migliore, scappando da guerre, persecuzioni politiche, religiose e di genere. Ma non sono solo queste le motivazioni che spingono uomini disperati a lasciarsi alle spalle una famiglia, degli affetti, un passato, una vita. Povertà, siccità, carestie, catastrofi meteorologiche, insicurezza alimentare, fame. Questo induce più del 75% dei migranti mondiali a spostarsi dalle zone rurali del mondo nella speranza di trovare un luogo dove sfamarsi.

Molto spesso, però, il loro non è un viaggio oltre Oceano. Dato importante da sottolineare è quello che mostra 763 milioni di persone che si spostano all’interno dei confini nazionali: oggi il numero di migranti interni è maggiore di quello dei migranti internazionali.  

La carestia non è mai unicamente un disastro naturale, è sempre un prodotto di scelte politiche. Paesi come il Sud Sudan, la Somalia, la Nigeria e lo Yemen vivono ogni giorno in carenza di fondi, cibo e acqua: venti milioni di persone rischiano di morire di fame.  Ma la causa  di una simile emergenza alimentare per questi quattro paesi è comune: la guerra.

Saranno queste le tematiche oggetto della giornata mondiale dell’alimentazione il 16 Ottobre 2017: “Cambiamo il futuro delle migrazioni. Investiamo in sicurezza alimentare e sviluppo rurale”.  

 

La celebrazione della giornata dell’alimentazione fu istituita nel Novembre del 1979 dai paesi membri della FAO durante la 20° Conferenza Generale dell’Organizzazione.

La FAO, come noto, è una tra le più famose agenzie specializzate delle Nazioni Unite che si preoccupa di ridurre la fame cronica e sviluppare in tutto il mondo i settori dell’alimentazione e dell’agricoltura.

Obiettivo della giornata dell’alimentazione è quello di sensibilizzare su problematiche come la povertà e la malnutrizione a livello globale. 193 Paesi si sono impegnati a sconfiggere la fame entro il 2030 tentando di raggiungere l’obiettivo “Generazione Fame Zero”. In che modo?

Attraverso il conseguimento di 17 obiettivi comuni: gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile (OSS). Nell’ambito di tale programma, i migranti non sono un problema da sconfiggere, ma persone che possono contribuire alla crescita dei loro paesi di origine inviando denaro alle loro famiglie e introducendo, una volta tornati in patria al termine dei conflitti, le nuove competenze apprese quando erano lontani. Raggiungere gli OSS significa includere tutti, anche i  migranti.

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Secondo il Famine early warning systems network (Fews net), gestito dal governo statunitense, settanta milioni di persone in tutto il mondo avranno bisogno quest’anno di aiuti alimentari, un livello “senza precedenti negli ultimi anni”. Come sta intervenendo la FAO?

Fame e povertà

La FAO sta aiutando le persone nelle aree rurali, incoraggiando i paesi a coinvolgere un maggior numero di giovani nel lavoro agricolo, fornendo formazione e accesso al lavoro per aiutarli ad iniziare altre attività rurali redditizie.

Cambiamento climatico

La FAO aiuta gli agricoltori ad adattarsi al cambiamento climatico, insegnando loro la “Climate- Smart Agriculture (CSA)’’, l’agricoltura intelligente dal punto di vista del clima. Gli agricoltori sono istruiti a coltivare più cibo sulla stessa estensione di terreno, a volte usando persino meno acqua, permettendo loro di guadagnare di più e prepararsi a fenomeni come la siccità.

Conflitti

La FAO sostiene le persone che vivono situazioni di crisi e, una volta terminata la guerra, aiuta gli agricoltori a rimettersi in sesto per produrre di nuovo cibo. Sono previsti aiuti di emergenza attraverso trasferimento di contanti, sementi per le colture, come verdure nutrienti che crescono velocemente, bestiame e attrezzatura di base.

 

La celebrazione di quest’anno si terrà alla Sede Centrale della FAO di Roma.

Il Direttore Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, José Graziano da Silva, sarà affiancato da Sua Santità Papa Francesco. Altri ospiti illustri saranno i Ministri dell’Agricoltura Gruppo dei 7 (G7), Phil Hogan, Commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, Gilbert F. Houngbo, Presidente del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD) e David Beasley, Direttore esecutivo del Programma alimentare mondiale (PAM).

Le Nazioni Unite, in questo giorno commemorativo per sensibilizzare sulla situazione così urgente di questi “migranti forzati”, inviano un messaggio di speranza e soprattutto un invito a collaborare da parte di tutti: “il Signore fa incontrare dei fratelli sotto ogni cielo, per condividere il pane e la speranza nel comune cammino” (Papa Francesco, 5 Ottobre 2017).

Giorgia Verna