Ieri, 22/10/2017, si sono svolti in Lombardia e Veneto i referendum consultivi per l’autonomia promossi dai presidenti delle regioni Roberto Maroni e Luca Zaia.

In Veneto il quorum è stato ampiamente superato, per la precisione il 57.3% dei Veneti aventi diritto si è presentato alle urne per votare: il “Sì” ha superato, come da previsione senza problemi, il 95% in praticamente tutti i seggi scrutinati, con un risultato finale intorno al 98%.

In Lombardia invece l’affluenza al voto è stata all’incirca del 38-39%, risultato ampiamente sopra le aspettative per il presidente della regione Maroni che ha da subito messo in risalto il segnale forte che lombardi e veneti hanno dato al governo e all’Italia tutta.

Certamente nella giornata di ieri è stato dato un grandissimo segnale politico, milioni di persone si sono organizzate per andare a votare e non hanno lasciato che questo referendum cadesse nel dimenticatoio.

Ora, però, si passa in campo istituzionale: il referendum consultivo permetterà a Zaia e Maroni di trattare con Roma partendo da un consenso popolare di base che effettivamente non può essere ignorato dal governo.

Gianclaudio Bressa, il sottosegretario per gli Affari regionali ha già comunicato nella serata di ieri, addirittura prima della chiusura dei seggi, che l’esecutivo è pronto a trattare.

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Non si sanno ancora i termini precisi delle proposte, tuttavia i due presidenti della regione sulla cresta dell’onda non vogliono perdere tempo e perciò hanno già promesso di presentare le loro proposte alle istituzioni entro le due settimane, con Zaia in particolare, che ha annunciato la volontà di trattenere 9/10 del ricavato delle tasse venete in Veneto.

Di certo sarà nella partita con le istituzioni che i due presidenti si giocheranno il tutto per tutto e potremo osservare se questo referendum di ieri avrà avuto o no una sua reale utilità. In ogni caso il voto e la larga base politica che lo ha appoggiato, basti pensare al sindaco PD di Bergamo Giorgio Gori che si è schierato dalla parte del“Si” insieme anche a molti parlamentari da tutti gli schieramenti, hanno dato a Zaia e Maroni una fiducia considerevole nella riuscita delle trattative.

Gabriele Marolla