Sapete cosa accadde il 20 Novembre del 1954? L’Assemblea Generale della Nazioni Unite approvò la “Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo”, data che oggi ricordiamo universalmente come la Giornata Mondiale del Fanciullo. La Dichiarazione si fonda su un testo sottoscritto nel 1924 da parte di molteplici stati della comunità internazionale, dove si ponevano i primi pilastri su quelli che poi vennero approvati come i diritti del fanciullo.

Perché si è arrivati a redigere una Carta rivolta direttamente ai bambini? È innanzitutto importante sottolineare che i fanciulli, per quanto banale sia ripeterlo, sono il futuro di tutte le generazioni. Sono i punti cardini della società, senza i quali un domani non potrebbe esistere. Ma è anche lecito ricordare che non tutti i paesi al mondo vedano questo potenziale nella figura di un bambino. Molti sono i ragazzi sfruttati in campo lavorativo oppure utilizzati come bambini soldati, e spesso la maggior parte di questi non hanno ancora compiuto la maggiore età! Nel mondo poi esistono molte culture, etnie e ricorrenze diverse; ad esempio in certi paesi del Medio Oriente è accettabile che un uomo di età superiore sposi una bambina di 10 anni appena, come in Yemen, oppure che i bambini maschi di età compresa tra i 10 e 17 anni siano protagonisti di balletti rivolti a pubblici di adulti, anche chiamati “bacha-bazi”, molto presenti ad esempio in Afghanistan.

Questi infatti furono i motivi per il quale venne inizialmente redatta la Dichiarazione, insieme alle richieste di spronare l’educazione infantile, promuovere la pace ed il rispetto in tutto il mondo.

Oggi perché continuiamo a festeggiare questa giornata? Con l’inizio del XXI° secolo sono ovviamente cambiate molte cose al mondo, ma già dalla fine dell’epoca coloniale e la costruzione degli Stati-Nazione si è avuto un cambiamento molto netto. Molti paesi hanno iniziato a capire che bisognasse pensare al futuro come un giorno che può arrivare subito, la stessa tecnologia ha dato una spinta veloce alla ratificazioni di varie Carte Internazionali e si è arrivati anche a dover porre degli obbiettivi che ogni Stato deve raggiungere entro un determinato anno. È importante ricordare questo veloce excursus storico, fondamentalmente perché i bambini sono tante volte al centro di queste decisioni. Come già affermato, vi sono culture che vedono i fanciulli in maniera “simbolica”, ma questo non accadeva solo nel passato, succede ancora oggi. Dobbiamo ricordare tutti i movimenti sociali di massa, dall’immigrazione, al dover scappare dalle guerre fino alle numerose violenze che possono subire i minori. E questo provoca lo spopolamento di migliaia e migliaia di persone di cui tanti sono bambini. Sono fanciulli che già in età molto tenera subiscono traumi psicologici e fisici, che vengono spesso abusati e sfruttati, vivono nelle strade spesso orfani o in povertà assoluta.

Oggi queste cose dobbiamo ricordarle, perché molti di noi sono fortunati. Già il fatto che tu stia leggendo questo articolo sul computer, tablet o telefono ti rende fortunato. Questa giornata serve appunto per ricordare tutte queste cose negative e quindi tutti i bambini che soffrono nel mondo ma anche per ricordare i bambini felici, e sottolineare che, nonostante le varie difficoltà ogni fanciullo al mondo è felice. Le Nazioni Unite ogni anno spronano gli Stati membri a seguire la Dichiarazione, a fare attenzione poi non solo a loro, ma a tutti gli essere umani grazie alla Carta dei Diritti dell’Uomo. Lo fa appunto tramite queste giornate di ricorrenza, ma anche tramite i “Global Goals” oppure le adozioni a distanza e le testimonianze dirette ed indirette di minori o giovani ragazzi.

E l’UNICEF aiuta? L’UNICEF è il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, fondato nel 1946. Esso è presente in 190 paesi al mondo e si occupa di aiutare bambini minori e non, madri e intere famiglie in tutto il mondo, spesso in maniera molto più operativa nei paesi in via di sviluppo. Esistono 2 miliardi di bambini sotto i 15 anni, contando che la popolazione mondiale è di 7 miliardi. Inoltre, secondo un nuovo rapporto, l’UNICEF ha stabilito che sono 50 milioni i bambini sfollati, di cui 28 milioni a causa di violenze e di conflitti all’interno dei loro paesi, 10 milioni presenti sotto status di rifugiati e 1 milione che domandano per lo status di richiedenti asilo. Ma bisogna ricordare che essendo la maggior parte sfollati per motivi di violenze, molti sono anche senza famiglia, sono infatti 100 mila i minori non accompagnati e/o orfani. Ed è proprio qui che entra in azione l’Organizzazione, che cerca di nutrire, medicare, educare e curare tutti questi bambini al mondo, sia quelli che sfollati che quelli che ancora vivono nelle proprie città. Essa viene finanziata interamente da fondi privati e li usa tutti nell’aiuto dei minori, costruendo scuole, ospedali, strutture di accoglienza e portando avanti molte iniziative a loro rivolte globalmente.

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Foto: flickr.com/andreasl/

 

Ogni tanto è difficile credere che certe realtà al di fuori del nostro paese possono esistere veramente, ma purtroppo il mondo è pieno di violenze che vanno a danneggiare molte volte la parte più debole della società, i bambini. Basta pensare alla situazione in Siria, alla popolazione Rohingya in Myanmar (Birmania), allo sfruttamento infantile nel Sud Est Asiatico e America Latina, alle numerose guerre in Congo, Ruanda e Uganda. Sono molteplici le situazioni che si potrebbero elencare, ed è per questo che, anche se esiste una giornata che ci ricorda l’importanza dei bambini, bisogna ricordarselo tutti i giorni che ovunque al mondo vi sono bambini felici sia in difficoltà sia in buone situazioni.

 

Giulia V. Anderson

Bibliografia: