L’AIDS o “Sindrome da immunodeficienza acquisita” è una malattia del sistema immunitario causata dal virus dell’immunodeficienza umana (HIV). La malattia interferisce con il sistema immunitario limitandone l’efficacia, rendendo le persone colpite estremamente vulnerabili a diverse malattie, infezioni e tumori, che in condizioni normali non sarebbero in grado di instaurarsi. Nel caso specifico, tali infezioni vengono dette “opportunistiche”.

L’HIV si trasmette in vari modi, ad esempio tramite i rapporti sessuali, trasfusioni di sangue contaminato e aghi ipodermici, e tramite trasmissione verticale tra madre e figlio.

La malattia è un importante problema sanitario in molte parti del mondo e la sua diffusione è considerata una pandemia. Nel 2009 l’Organizzazione Mondiale Della Sanità (OMS) ha stimato 33,4 milioni di malati di AIDS, con 2,7 milioni di nuove infezioni HIV all’anno e 2,0 milioni di decessi annuali. Dal 1981 l’AIDS ha ucciso oltre 25 milioni di persone, diventando una delle epidemie più distruttive che la storia ricordi.

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Che cos’è la Giornata Mondiale contro l’AIDS?

Il 1 dicembre ricorre la Giornata mondiale contro l’AIDS, la quale rappresenta l’opportunità per le persone di tutto il mondo di unirsi nella lotta contro il virus, per mostrare sostegno alle persone che vivono con l’HIV e per commemorare coloro che sono morti per una malattia correlata all’AIDS.

Nel novembre 1988 si riunirono l’Assemblea Generale dell’Onu e il Summit mondiale dei Ministri della Salute, i quali adottarono la Giornata con l’intento di dimostrare l’importanza della lotta contro la pandemia e della solidarietà necessaria per combatterla. L’AIDS colpisce tutti i Paesi del mondo, da ciò risulta come sia importante unirsi su scala mondiale per poter agire insieme contro l’epidemia. Il fatto che la malattia abbia un grosso raggio di diffusione porta ogni essere umano a poter entrare in contatto con il virus: le informazioni e le numerose pubblicazioni che riguardano l’HIV e l’AIDS danno a ciascuno la possibilità di conoscere, sapere ed agire.

Dal 1° Dicembre 1988 sono partite grosse campagne annuali di informazione e prevenzione. La prima campagna che lanciò l’Unaids (programma delle Nazioni Unite contro l’AIDS/HIV), fu “A World Unite Against Aids” a cui seguirono campagne orientate a sottolineare diverse problematiche legate alla malattia: la situazione delle donne (1990), della famiglia (1994), dei bambini (1997).

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Qual è la situazione italiana?

Secondo alcune recenti stime, i decessi per AIDS sono crollati rispetto al momento di maggior aggressività del virus (1,9 milioni nel 2005, un milione nel 2016), ma i contagi restano costanti. L’Italia rispecchia questo andamento: oggi si stimano 130 mila infetti, con 3600 nuovi casi l’anno, ma il dato che risulta più preoccupante è che in Italia un individuo su 6 con HIV non è a conoscenza del proprio stato, quando, dopo il Portogallo, il nostro Paese ha la più alta incidenza di AIDS tra i Paesi dell’Europa occidentale. Inutile, dunque, dire che l’obiettivo principe di questa giornata è sensibilizzare sempre più persone alla prevenzione, soprattutto nella prima età fertile. L’ambizione dell’Unaids è di far raggiungere a ogni Paese il target “90-90-90” entro il 2020: significa diagnosticare il 90 per cento delle infezioni di Hiv; di queste, metterne in trattamento il 90 per cento; di questi, far abbattere la carica virale al 90 per cento. Se davvero si raggiungesse l’obiettivo, l’AIDS potrebbe considerarsi debellata entro il 2030. Tuttavia questo sembra essere un target irraggiungibile, soprattutto se non supportato da politiche lungimiranti.

Le iniziative italiane previste per la Giornata, e promosse dalla Lega Italiana per la lotta contro l’AIDS (LILA), sono molte: prima tra tutte la “Testing Week” volta a promuovere l’accesso ai test, i quali saranno rapidi, anonimi, gratuiti, e garantiti da oltre 500 organizzazioni di 53 diversi paesi. Si tratta di uno dei più importanti eventi mondiali sul fronte della prevenzione e della salute. Slogan dell’edizione di quest’anno: “Test. Treat. Prevent”: le tre azioni fondamentali per contenere e sconfiggere queste infezioni.

 Camilla Fioravanti