Oggi, 18 dicembre, viene celebrata in tutto il mondo “La Giornata dei Migranti”. Dal 2000 ad oggi questa ricorrenza è stata considerata come un’occasione per potersi schiarire le idee sulle migrazioni e togliersi qualche pregiudizio. Nel 2000, è stata l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a proclamare la “Giornata Mondiale per i diritti dei Migranti”, ricordando che dieci anni prima, sempre l’Assemblea Generale dell’ONU, aveva approvato la “Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie” (entrata in vigore poi nel 2003), la quale rispecchia non solo le esigenze dei paesi da cui provengono i migranti, ma anche quelle dei paesi destinatari. Sia la convenzione sia la Giornata Mondiale riconoscono la necessità di difendere i diritti dei migranti, i quali si trovano in una grande situazione di vulnerabilità, per combattere abusi e sfruttamento, soprattutto in ambito lavorativo.

Ma chi sono i migranti? Da dove provengono? Oggi, in un mondo sempre più globalizzato come quello in cui viviamo, dovremmo occuparci di più di questa “categoria” di individui, soprattutto per via dei livelli di migrazioni ai quali stiamo assistendo; si tratta infatti di un numero molto elevato: 65.6 milioni di persone in tutto il mondo costrette a fuggire dal proprio paese, e circa 10 milioni di persone “apolidi” a cui è stata negata una nazionalità e diritti fondamentali tra cui la salute, l’educazione e la libertà di movimento. Le ragioni delle migrazioni, per cui intere famiglie sono costrette ad abbandonare i propri cari e la propria terra, possono essere diverse, tra le quali povertà e difficoltà economiche, guerre, persecuzioni, dinamiche sociali, cambiamento climatico.

Generalmente il migrante viene considerato come colui che migra e si sposta da un paese all’altro. Si tratta quindi di individui con una grande capacità di adattamento e che spesso vengono considerati “né di qui, né di là”, cioè che non appartengono ad una cultura in particolare; infatti non solo essi sono caratterizzati dalla propria cultura e dalle proprie origini, ma anche da quelle del paese in cui sono “migrati” e in cui hanno intrapreso una nuova vita. Si tratta quindi di un processo molto particolare, in cui entrano a contatto due “mondi” completamente diversi e in cui vengono “mescolate” culture e idee completamente differenti, dando vita ad un arricchimento personale e culturale dell’individuo.

Le migrazioni, però, non si verificano solo a seguito di eventi sfavorevoli o drammatici, ma possono anche essere provocate dall’ambizione di studiare all’estero, di trovare un impiego più soddisfacente in un altro paese oppure dal desiderio di ricongiungersi con un proprio familiare lontano. Basti pensare ai tanti studenti Erasmus che, in seguito all’esperienza universitaria, decidono di lasciare la propria famiglia per poter continuare il proprio ciclo di studi all’estero.

Oggi ci sono tanti pensieri contrastanti sui migranti e sul loro ruolo nella nostra società. Molte persone non li considerano parte integrante della nostra vita, mentre altre hanno un approccio più interculturale e non solo considerano l’esistenza di culture differenti come una possibilità di arricchimento personale, ma credono in un’integrazione attiva tra la “nostra” società e “la loro”, per creare una coesistenza pacifica e aperta.

Antonio Guterres, attuale Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha sottolineato l’importanza dei migranti in un recente discorso: “Le migrazioni esistono da molti decenni. E continueranno ad esistere a causa del cambiamento climatico, per via dell’evoluzione demografica, dell’instabilità, delle disuguaglianze e ingiustizie, dei mercati del lavoro e della volontà di poter vivere una vita migliore. La nostra risposta dovrebbe essere la creazione di una cooperazione internazionale, per aiutare la nostra società a considerare non solo una migliore ripartizione dei benefici che le migrazioni apportano, ma anche i diritti fondamentali degli individui”.

Ricordando quindi che viviamo in un mondo globalizzato in cui le migrazioni sono un grande fenomeno sociale, bisognerebbe considerare questa Giornata Mondiale come un’occasione per celebrare le diversità culturali che colorano e arricchiscono la nostra società e che fanno parte della nostra vita quotidiana.

Giorgia Di Bucci

Fonti:

UNHCR.it, statistiche

UNICEF.it “Giornata internazionale dei migranti”

United Nations « Journée internationale des migrants »