Nella giornata di ieri, 09/01/2018, presso l’auditorium della Conciliazione, si è tenuta la cerimonia d’apertura che ha dato il via alla settima edizione del progetto IMUN (Italian Model United Nations).

Come affermato dalla docente di inglese di scuola superiore Antonella Castaldo:  “IMUN è un progetto moderno che offre ai giovani d’oggi gli strumenti socio-culturali per capire ed interpretare i meccanismi della realtà complessa che li circonda, offrendo come chiave di lettura il confronto e la cooperazione tra gli stati per affrontare le problematiche globali.”

I ragazzi, che in quest’edizione sono stati in circa 3600 a partecipare, rappresentano i 193 paesi dell’ONU, vestendo i ruoli dei rispettivi delegati. Essi sono suddivisi in 12 commissioni, in ognuna delle quali, partendo da un topic predefinito (ripreso dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite), vengono espressi pareri e proposte soluzioni per risolvere le problematiche internazionali in questione.

Oggi in particolare la Commissione LEGAL ha affrontato l’attuale e discussa tematica dei diritti dei bambini con genitori incarcerati. Durante la seduta in questione, si è dimostrato univoco il parere secondo il quale è di vitale importanza la creazione di nuovi posti e unità speciali nelle carceri per permettere a più bambini possibili di non trovarsi nell’atroce condizione di dover fare a meno della figura di un genitore, ma al tempo stesso di non essere costretti ad un ingiusta vita da detenuto.

Il problema di fondo per alcuni paesi come Libia e Brasile è la mancanza di risorse economiche che ostacola appunto la realizzazione di queste strutture. Come ha evidenziato il delegato della Libia è necessario che i paesi più ricchi si facciano carico di questo problema, stanziando dei fondi ai paesi in difficoltà. Favorevole a questa proposta si è pronunciato il delegato della Costa Rica, sottolineando l’eccellenza del suo paese nella gestione della questione e offrendosi disponibile ad elargire fondi agli altri paesi.

Si sono mossi sulla stessa linea della Costa Rica anche gli Stati Uniti, che si sono pronunciati disposti alla concessione di fondi a condizione però che vengano predisposte ulteriori aree adibite ad attività che permettano, seppur in parte, l’autofinanziamento delle strutture carcerarie. In definitiva, il delegato del Messico, in totale accordo con gli Stati Uniti, ha inoltre posto in evidenza la necessità di istituire organi preposti al controllo della gestione dei fondi.

Luca Masini

Ludovica Porcheddu