“Principio sesto: il fanciullo, per lo sviluppo armonioso della sua personalità ha bisogno di amore e di comprensione. Egli deve, per quanto è possibile, crescere sotto le cure e la responsabilità dei genitori e, in ogni caso, in atmosfera d’affetto e di sicurezza materiale e morale. Salvo circostanze eccezionali, il bambino in tenera età non deve essere separato dalla madre. La società e i poteri pubblici hanno il dovere di aver cura particolare dei fanciulli senza famiglia o di quelli che non hanno sufficienti mezzi di sussistenza.”

Con tale dichiarazione si può aprire il dibattito il 10 Gennaio durante IMUN 2018, progetto promosso da United Network, il quale prevede la partecipazione di più di 3000 delegati che rappresentano i 193 Paesi aderenti all’ONU. Uno dei topic trattati in tale giornata riguarda i diritti dei bambini con genitori in carcere, un problema del quale si occuperà la commissione LEGAL, che opera tramite l’OLA (Ufficio degli Affari Legali).

Il bisogno più profondo dei bambini, come di ogni persona d’altronde, è sapere che qualcuno si preoccupa per loro e di sentirsi amati in una maniera unica, personale, individuale e continua. Tale bisogno deve essere soddisfatto tramite il sostentamento economico necessario e, a volte non è possibile portare a termine tale esigenza a causa della mancanza di quest’ultimo.

Tale problema riguarda principalmente Paesi come la Libia o il Brasile, i quali ad esempio non possiedono i fondi necessari alla creazione di reparti speciali adibiti alla vita dei bambini in carcere; perciò è necessario un “sussidio” da parte di Nazioni più grandi e stabili economicamente, in modo tale che si possano garantire i diritti dei bambini citati nella “Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo”.

A tale proposito si sono mosse a favore Nazioni come USA, Irlanda e Messico, che hanno proposto quindi il loro aiuto per fare in modo che le cause della nascita di tale convenzione non si ripetano.

Quindi la parola chiave di tale assemblea è proprio la condivisione, l’aiuto reciproco che deve entrare in atto proprio quando si minacciano i diritti dei bambini in questione. Nei prossimi giorni verranno trattate altre problematiche riguardanti la dichiarazione sopra citata, sperando di poter risolvere quante più situazioni negative possibili.

Alessandro Giambelluca