Durante la mattinata del 10 gennaio ci siamo trovati nella sede dell’IMUN a Roma Eventi, dove si è potuto sperimentare la quotidianità di un giornalista.

Tra le varie associazioni presenti vi era la FAO, la quale si è espressa riguardo l’attuale situazione della fame globale. Lo scopo della FAO è di trovare una soluzione alla mancanza di cibo e alla malnutrizione.

Durante la commissione i Paesi hanno discusso molto a fronte della mala distribuzione del cibo all’interno di ogni Stato. La conversazione, però, si è fatta molto più viva nella parte centrale, quando la Svizzera ha esordito con l’idea di collocare delle vere e proprie banche del cibo su tutto il territorio.
Ma cosa sono? La prima Food Bank nasce in Arizona ed è un’associazione non-profit il cui scopo è di distribuire alimentari a tutti coloro che hanno difficoltà a trovarne, presentando la dichiarazione dei redditi con le varie spese sostenute allegate. A questo proposito la Cina ha preso parola, sottolineando come stia già operando, pensando di offrire cibo nelle mense della scuola, senza specificare se volesse rendere gratuito il pranzo degli alunni cinesi o donare un pasto a tutti coloro che ne avessero bisogno, probabilmente finanziato dal pagamento della mensa delle famiglie.

Eppure, il Kuwait è intervenuto con la chiara idea che solo un grande sviluppo ed equilibrio economico può risolvere la fame, poiché tutto è basato su quanto stia messo bene economicamente uno Stato.

Con il permesso del Chair, il Regno Unito si è inserito nel dibattito, appoggiando la proposta della Cina. Inoltre ha voluto specificare come il Cile ed il Perù possano essere la fonte di aiuto per risanare la povertà del Sud America, dato che il loro potere economico è cresciuto del 5,5% circa. Ma questo è stato possibile solo perché negli ultimi dieci anni il Sud America ha visto una forte emigrazione verso l’Europa, cosa che ha portato alla diminuzione del livello di povertà.

Come ultimo intervento, il permesso lo ha preso il delegato della Germania, il quale ha sostenuto l’opinione e le soluzioni dei vari Paesi. Ha concluso definendo il Sud America la soluzione alla fame americana. Sostiene che lì si racchiuda sufficiente cibo a sfamare tutta la popolazione, ma è distribuita inegualmente. L’unico modo affinché tutto ciò sia possibile è che ogni Paese si impegni al raggiungimento dello scopo, se no non si andrà sempre peggiorando.

Starnino Francesca Romana