Oggi ci troviamo a partecipare ad IMUN 2018, in questo caso ci troviamo ad avere la possibilità di scrivere un articolo su un topic di varie commissioni facenti parte dell’Onu mettendosi nei panni dei veri e propri giornalisti. La commissione di cui tratteremo sarà la Legal, andremo ad affrontare dibattiti su i diritti dei bambini con genitori in carcere.

L’Office of Legal Affairs nacque nel 1946. È una delle commissioni più importanti dell’Assemblea Generale. Nacque con lo scopo di contribuire allo sviluppo dei diritti commerciali internazionali e quello di promuovere l’implementazione dell’ordine legale internazionale per i mari e gli oceani.

Uno degli argomenti principali di cui la Legal tratta è quello dei diritti dei bambini con genitori incarcerati. Questo topic solleva molti dibattiti tra le varie nazioni, facenti parte dell’Onu, come ad esempio la Russia.

In Russia le donne non possono tenere il proprio bambino in carcere con loro. Tramite una sentenza si stabilisce se il bambino potrà stare con la madre o sarà spostato e accudito in un penitenziario, in un’apposita struttura. I figli sopra i tre anni possono essere collocati nei centri di detenzione per i bambini situati nei carceri. La Russia ha emanato una norma, la quale consente alle madri detenute di visitare i propri figli alla condizione per la quale devono possedere un lavoro che gli dia la possibilità di sostenere le cure del proprio figlio, con lo scopo di vivere insieme.

Il 5% in Russia costituisce tutte le persone detenute nel paese, una quarantina di donne sono incarcerate su 100.000 di tutta la popolazione. Sono tredici i penitenziari che hanno strutture interne per l’infanzia, con un numero massimo di bambini ospitabili pari a 900, inoltre in tutto il sistema carcerario sono 200 i posti dove è possibile che le madri e i propri figli possano vivere assieme. Le mamme che allattano possono visitare i propri figli fino a sei volte al giorno solo per lo scopo di alimentare il bambino. Invece le madri che non allattano, possono vedere i propri figli fino a due ore al giorno dopo il lavoro.

In conclusione, la nazione si sta impegnando per garantire un futuro migliore per i bambini che non possono essere accuditi dalle proprie madri, trasformando le strutture in luoghi sicuri e accoglienti, garantendo la giusta crescita di quest’ultimo.

Beatrice Lepri

Elena Stefanoski