Cos’è IMUN?

Ieri si è aperta la settima edizione di IMUN (Italian Model United Nations), progetto iniziato nel 2011.

La simulazione consiste nel vestire i panni dei delegati delle Nazioni Unite e noi ci siamo immedesimati nel ruolo dei giornalisti.

LEGAL

Una delle organizzazioni dell’ONU è l’Ufficio delle Azioni Legali (LEGAL) che si occupa dal 1946 di contribuire allo sviluppo del diritto commerciale internazionale e dell’implementazione dell’ordine dei mari e degli oceani. Provvede anche a far sì che il progresso, tanto ricercato, non provochi ineguaglianze e tensioni sociali.

La seduta

Durante la seduta, in data mercoledì 10 gennaio 2018, si è discusso riguardo la presenza dei bambini in carcere aventi un genitore detenuto. Non tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite appoggiano l’idea di far soggiornare i piccoli in carcere affianco alla madre. Il problema principale non è a chi affidare i bambini dopo l’incarcerazione di un genitore, bensì come la situazione influirà sull’aspetto psicologico del bambino.

Uno dei momenti più traumatizzanti per la mente del piccolo è quello dell’arresto del genitore; in quel momento è come se gli portassero via un punto di riferimento, una colonna portante… e crolla. Affidato poi, in caso di assenza di un secondo genitore, a parenti o tutori esterni al nucleo familiare, il bambino cresce tra domande alle quali non troverà mai risposte. Nel caso in cui ci fosse un neonato che ha bisogno della madre per l’allattamento, quest’ultimo può pernottare vicino alla stessa in prigione; ma ciò non vale per tutti gli Stati. Ce ne sono, infatti, alcuni che sono d’accordo con l’introduzione dei bambini nelle prigioni ed altri no.

In sede di commissione LEGAL hanno preso parte alla discussione della problematica anche Norvegia, Giappone e Germania. I delegati delle precedenti nazioni hanno espresso i loro differenti punti di vista sulla gestione dei bambini con genitori incarcerati. La Norvegia non accetta la presenza di infanti nelle prigioni, contrariamente alla Germania che permette ai figli di essere collocati accanto alle madri detenute fino all’età di sei anni. Tuttavia la Norvegia ha già provveduto all’istituzione di strutture specializzate per accogliere bambini senza un tutore familiare alternativo. La Germania si è mostrata d’accordo con la Norvegia in quanto ha già da tempo avviato un progetto di supporto morale e materiale dei bambini. Il Giappone ha esposto che c’è un alto tasso di abbandono dei bambini da parte di madri disperate ignare di come garantire la vita dei loro figli. Il Giappone si è mostrato disponibile, come i due Stati precedenti, alla creazione di piani di supporto per gli infanti al fine di garantire agli stessi un sereno futuro. In conclusione, nonostante le diversità di opinione, tutti e tre gli Stati si sono esposti maggiormente per proteggere i bambini da un futuro pieno di paura e difficoltà sociali.

Lorenzo Flavio Palmisciano