Oggi, nella seconda giornata della settima edizione di IMUN, ci siamo imbattute nella commissione UNODC, la quale si occupa del controllo internazionale della droga e del crimine. In commissione oggi si è trattato in particolare del controllo e del traffico delle armi da fuoco che coinvolge tutti i paesi del mondo; i dati mostrano infatti che il 74% delle armi sono possedute dai cittadini mentre solo il 26% da militari e forze dell’ordine.

A questo proposito si sono formate due fazioni che propongono idee e soluzioni differenti per risolvere il problema. Adesso analizziamole nel dettaglio.

Le grandi alleanze:
Il primo schieramento nasce dall’alleanza tra Regno Unito e Francia e coinvolge anche altri paesi come Austria e Australia. Essi affermano che la soluzione più efficace a livello mondiale sarebbe la creazione di una Task Force che preveda il controllo dell’importazione e dell’esportazione di tutte le armi grazie alla registrazione di tutti i dati. Inoltre propone una collaborazione con altre due commissioni, ovvero DISEC e SPECPOL, con il fine di rendere più efficiente il controllo del traffico di armi chimiche in Asia continentale e di armi da fuoco in Venezuela.

In aggiunta è stata proposta la possibilità di riconoscere alcuni paesi come produttori di armi legali dando esclusivamente a loro la possibilità di venderle a governi esteri in modo da assicurarsi che il traffico delle armi stia avvenendo in modo del tutto legale.

Per quanto riguarda la seconda fazione, essa nasce dall’alleanza tra Stati Uniti e Turchia ed è spalleggiata da Messico e Russia. Gli USA occupano una posizione di estrema rilevanza poiché le idee della prima fazione provocherebbero uno stravolgimento totale della costituzione americana, infatti ai cittadini è permesso di possedere armi senza obbligo di licenza, ma con l’approvazione della Task Force questo diritto verrebbe loro negato.

La loro proposta è quella di limitarsi a controllare il traffico delle armi attraverso la creazione di un database privato per ogni paese che ne rispetti la legislazione. Inoltre propongono l’applicazione di un microchip in ogni arma da fuoco per essere al corrente in ogni momento della loro posizione.

In conclusione è possibile affermare che la maggior parte dei paesi si trova in accordo con la prima alleanza ma soltanto domani, nell’ultimo giorno di simulazione, saremo in grado di trarre le conclusioni.

            Alyssa Stelluti

Martina Comandini