Il 12 gennaio è stato il terzo giorno della simulazione IMUN 2018, in cui i delegati si sono impegnati nel concretizzare in modo ottimale i suggerimenti proposti durante i diversi dibattiti, riguardanti l’argomento principale della commissione.

All’interno della WHO vi è un corpo centrale unico che unisce la maggior parte dei Paesi del mondo, fatta eccezione per pochi, quali gli Stati Uniti.

Infatti questi ultimi si sono scontrati principalmente con la Svizzera, proponendo di concentrarsi maggiormente su un eventuale organo incaricato di amministrare i fondi raccolti per la risoluzione del problema. I restanti Paesi, tra cui la Svizzera, l’Italia, l’Arabia Saudita, la Spagna e la Svezia, hanno proposto un contributo economico per il Fondo Internazionale solo da parte dei Paesi più ricchi, destinando il 5% al settore di Ricerca Scientifica.

I Paesi con maggiori difficoltà economiche, invece, dovrebbero investire le donazioni dei Paesi Sviluppati nella costruzione di ospedali, specialmente nelle zone in cui scarseggia ogni tipo di servizio necessario per la salute dell’uomo e la prevenzione da gravi malattie.

A questo proposito il Perù, sostenuto dall’Argentina e dal Vietnam, è intervenuto mettendo in evidenza la grave situazione del suo Paese e proponendo soluzioni per l’assenza dei fondi.

Un altro fondamentale argomento affrontato in commissione è stato l’incremento delle numerose malattie legate all’abuso di alcol, che coinvolge non solo i maschi, ma anche donne e adolescenti.

Particolarmente importante è stato l’intervento dell’Arabia Saudita, che ha reso nota la maggiore diffusione di malattie al fegato (epatiti, cirrosi e molte altre) in Asia rispetto ai paesi europei e di conseguenza la necessità di creare una “coalizione” che unisca tutti i Paesi Arabi purtroppo colpiti da questa situazione.

La Giordania, sostenuta dal Brasile, ha osservato il tema da un altro punto di vista, sottolineando che il divieto di alcol ad ogni persona sia alquanto impossibile. La Corea del Sud ha risposto che, a questo punto, l’unica soluzione sia risolvere il problema non dalla radice, ma dalle motivazioni che spingono un soggetto all’abuso di alcol, quali ad esempio una situazione familiare complicata, il bullismo o uno stato di depressione.

 

                                                             Mirella Mirra

                                                    Giorgia Pacifici