In data 12 Gennaio presso la sede di Roma Eventi si è svolta la terza giornata di IMUN 2018, nella quale sono stati presentati i definitivi working papers che verranno votati nella giornata di domani.

Nella commissione SOCHUM si sono attuate numerose revisioni ai working papers presentati in precedenza, con l’obiettivo comune di salvaguardare e tutelare nel miglior modo possibile le popolazioni indigene.

La coalizione che vede come sponsor Colombia, Ecuador, Indonesia, Bielorussia, Mauritania, Uruguay, Paraguay e Giappone ha introdotto modifiche quali: lo stanziamento di un fondo per la popolazione indigena gestito dall’associazione U.N. Voluntary Fund e finanziato dalla detrazione dell’8% dalle spese effettuate nei consumi di CO2, la riforestazione delle terre natie degli indigeni (in collaborazione con la corporazione UNFF), con un “premio” in denaro da parte dell’associazione “REDD + UN” alle nazioni che svolgono meglio tale lavoro, un cambio di gestione delle aree protette a causa di problemi organizzativi che verrà affidata a nuove associazioni no profit in cui i nativi possono trovare lavoro e un nuovo accordo finanziario con delle aziende ecologiche, le quali non richiedono il pagamento di interessi che ricadrebbe altrimenti sulle spalle degli indigeni.

Mentre la coalizione che vede come sponsor Austria, Germania, Svezia, Finlandia, Israele, Panama, Cipro, USA, Nuova Zelanda, India, Spagna e UK ha esposto nuove proposte quali: l’utilizzo delle conoscenze degli indigeni applicabili al campo della ricerca farmaceutica, la collaborazione locale con i nativi, la loro rappresentanza politica tramite una figura delegata e la creazione di un sito online che possa contenere informazioni relative alla tradizione indigena per salvaguardare la loro identità culturale.

Durante il dibattito si è discussa la possibilità di formare una nuova coalizione data la presenza di molte proposte simili presentate  in commissione (per maggiori informazioni leggi l’articolo precedente), tale richiesta è stata avanzata dal delegato della Finlandia, che ha quindi incitato ad una collaborazione tra le due fazioni proponendo una sola draft resolution, la quale è stata rifiutata dal delegato della Mauritania che ha affermato come il gruppo non accettasse alcune decisioni da loro proposte.

Tale tentativo ha avuto successo nel caso della seconda coalizione, dove il rappresentante della Germania ha mediato tra i componenti dell’attuale gruppo, quali Israele e Finlandia, che rispettivamente ponevano i loro interessi nei confronti dei cambiamenti climatici e nei diritti degli indigeni.

Una particolare preoccupazione è sorta da parte del delegato della Repubblica Centrale dell’Africa, il quale ha dichiarato la volontà della nuova generazione di indigeni locali di integrarsi nella società moderna, al contrario la popolazione nativa più anziana che vuole mantenere la propria posizione può continuare a farlo tramite la diffusione della loro cultura e tradizione, attraverso mezzi come la musica.

Durante la giornata di domani si terrà il voto finale riguardo l’approvazione o meno delle resolution prima citate, dove si scoprirà se le due coalizioni hanno finalmente trovato un accordo o sono rimaste nelle loro posizioni iniziali.

 

Alessandro Giambelluca

Simona Amato

Arianna Brandoni