Nella giornata di oggi, ultima di questa edizione di IMUN, abbiamo deciso di concludere le nostre indagini nella commissione UNODC con il fine di chiarire le idee sviluppatesi nella giornata di ieri. Ripercorriamo in breve le tappe fondamentali della commissione precedente: la formazione di due fazioni, le quali idee apparivano simili ma allo stesso tempo una più radicale – Austria, Francia e Regno Unito  – rispetto all’altra.

L’ALLEANZA

Ad oggi la situazione sembra però essersi evoluta, infatti sono disposte a venirsi incontro in quanto le loro idee sono potenzialmente conciliabili. Alcune però, per andare incontro ai due schieramenti, necessitano di essere modificate come ad esempio la Task Force attraverso la quale si voleva creare un database internazionale che mettesse in comunicazione i vari paesi tra di loro; questo consentirebbe loro di essere a conoscenza degli spostamenti delle armi e della legalità del loro importo ed esporto. Poiché questi provvedimenti sarebbero troppo radicali per gli Stati Uniti si è deciso di applicare delle modifiche in modo tale da non stravolgere la costituzione americana.

Il delegato dell’Austria afferma con determinazione “È nello spirito delle Nazioni Unite trovare un punto di accordo” ed è proprio per questo motivo che i due schieramenti si congiungono in una sola unica grande alleanza che si pone come obiettivo quello della trasparenza, ovvero i governi devono necessariamente essere a conoscenza del traffico, nei termini di importo esporto, delle armi da fuoco. Per rendere possibile tutto ciò occorrerebbe promuovere una campagna  televisiva di sensibilizzazione sulle milizie.

Inoltre per risolvere il problema delle armi illegali ormai in circolazione si è pensato alla confisca di esse per poi scomporle e riassemblarle in armi legali.

Infine si è giunti a votare per gli emendamenti finali; ma soltanto domani, in occasione della cerimonia di chiusura di IMUN 2018, sapremo i riscontri delle votazioni.

 

              Alyssa Stelluti

 Martina Comandini