Quale migliore chiusura di una simulazione ONU se non sulle note di “People have the power” di Patti Smith? In tal modo il giorno 13 Gennaio si è conclusa l’edizione di IMUN 2018, la quale ha visto protagonisti circa 4000 ragazzi sotto le vesti di delegati delle nazioni a loro assegnate.

Tale giornata si è svolta in mattinata all’Auditorium in Via della Coinciliazione (stesso luogo dove si è tenuta la cerimonia d’apertura), dove si sono presentate le resolutions dei vari delegati ai topic a loro assegnati e si sono discusse quest’ultime attraverso vari interventi favorevoli o meno; il tutto si è concluso con un voto finale che deliberava la possibile approvazione di queste.

Alla cerimonia hanno presieduto il direttore generale, il direttore esecutivo e il direttore dell’edizione di IMUN 2018, i quali hanno gestito il contraddittorio e la votazione finale.

La commissione DISEC (Disarmament and International Security) ha esaminato l’argomento riguardante le misure per affrontare le armi chimiche e biologiche, al quale i rappresentanti di Canada e Cina hanno risposto attraverso una sensibilizzazione educativa all’uso corretto della ricerca scientifica e una collaborazione che unisca tutti i Paesi. Tale resolution è passata con successo.

La commissione ECOFIN (Economic and Financial) ha affrontato il topic riguardante il sostentamento dei Paesi in via di sviluppo dal punto di vista economico, al quale i delegati di Iran e Bielorussia hanno replicato con una creazione di un’associazione no profit che aiuti economicamente le nazioni in questione, attraverso una soluzione a breve termine che consiste in investimenti sullo sviluppo sostenibile finanziati tramite delle sanzioni ai Paesi più inquinanti, in modo tale da ridurre oltretutto anche l’inquinamento. Tale resolution è passata con successo.

La commissione SOCHUM (Social, Cultural and Humanitarian) ha trattato il tema della salvaguardia delle popolazioni indigene, al quale i rappresentanti della Colombia e della Finlandia (i quali inizialmente appartenevano a due fazioni differenti che durante la giornata di ieri hanno trovato il modo di coalizzarsi facendo passare il loro working paper all’unanimità) hanno risposto proponendo una collaborazione con gli indigeni dal punto di vista economico e politico, in modo tale da rispettare la natura e le aree protette. Tale resolution è passata con successo.

(Per maggiori informazioni sullo svolgimento dei dibattiti avvenuti in sede SOCHUM, leggere gli articoli precedenti: 1 & 2)

La commissione SPECPOL (Special Political and Decolonization) ha esaminato l’argomento riguardante la crisi venezuelana, alla quale sono state presentate due resolutions. La prima è stata proposta dai delegati della Federazione Russa e della Turchia, i quali hanno incentivato l’indipendenza economica, la distribuzione di medicine e gli investimenti nelle energie rinnovabili; mentre la seconda è stata promossa dai rappresentanti del Benin e della Finlandia, i quali hanno replicato con una soluzione incentrata principalmente sugli aiuti umanitari, economici e politici e sulla collaborazione con i servizi della FAO e WHO. La prima resolution è stata bocciata mentre la seconda è passata con successo.

La commissione LEGAL (Office of Legal Affairs) ha affrontato il topic riguardante i diritti dei bambini aventi i genitori in carcere, al quale i delegati della Svizzera, della Francia e della Repubblica di Corea hanno replicato con la possibilità di aumentare il numero delle visite in prigione, in modo tale da far stare i fanciulli con i propri genitori almeno una volta a settimana e di far crescere i bambini con i propri genitori almeno per i primi 18 mesi; hanno proposto inoltre di far lavorare i genitori in carcere per poi seguire la famiglia (una volta rilasciati quest’ultimi) e stanziare un fondo per aiutare il nucleo familiare. Contro tali proposte hanno reagito i rappresentanti di USA e Messico, i quali hanno evidenziato come 18 mesi sia un lasso di tempo troppo breve, che deve essere allungato a minimo 3 anni, proponendo inoltre l’obbligo di poter far nascere i bambini in ospedale e affermando che il fondo sopra citato non è stato condiviso da diversi Paesi presenti in commissione. Tale resolution è stata bocciata.

La commissione CCPCJ (Commission on Crime Pervetion and Criminal Justice) ha trattato il tema della lotta alle medicine contraffatte, al quale sono state presentate due resolutions. La prima è stata proposta dai delegati della Germania e della Libia, i quali hanno incentivato la creazione di una task force che possa tracciare i prodotti sopra tracciati (anche se nell’intervento successivo si è messo in luce il fatto che tale “corpo speciale” necessiterebbe di un sostentamento economico eccessivo); mentre la seconda è stata promossa dai rappresentanti di Olanda e Francia, i quali hanno sottolineato l’importanza di creare un nuovo sistema di sicurezza, come l’assegnazione di un codice QR specifico per ogni medicina (ciò è stato visto in modo negativo dalla coalizione precedente poiché tale metodo può essere utilizzato solo dai paesi più sviluppati). Entrambe le resolutions sono passate con successo.

La commissione UNICEF (United Nations International Children’s Emergency Fund) ha esaminato l’argomento riguardante gli effetti della differenza di genere sui diritti e sulle opportunità dei bambini, al quale i delegati del Canada e della Francia hanno risposto promuovendo una propaganda sull’educazione, sulla sicurezza e sulla differenza di genere in modo da sensibilizzare i bambini su tali temi e una campagna per lo sviluppo dei paesi più arretrati. Tali proposte sono state controbattute dai rappresentanti del Belgio e della Giordania, i quali hanno evidenziato i problemi economici, politici e sociali che si potevano incontrare. Tale resolution è passata con successo.

La commissione UNHCR (United Nations High Commissioner for Refugees) ha affrontato il topic riguardante l’assistenza sanitaria, educativa e politica ai rifugiati, al quale i delegati della Germania e della Svezia hanno replicato incentrando l’attenzione generale sull’integrazione e sull’aiuto militare. Tale resolution è passata con successo.

La commissione UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) ha esaminato l’argomento della ricerca scientifica per un futuro sostenibile, al quale i rappresentanti di Brasile ed Egitto hanno risposto promuovendo lo stanziamento di un fondo internazionale e l’utilizzo dell’energia rinnovabile per risolvere il problema dei combustibili fossili. Contro tali proposte i delegati della Francia e della Namibia hanno controbattuto mettendo in dubbio l’efficienza della soluzione precedente in relazione alla sua possibile durata. Tale resolution è passata con successo.

La commissione FAO (Food and Agriculture Organization of United Nations) ha trattato il tema della fame e della malnutrizione in America Latina e Caraibica, al quale i delegati del Benin e del Bhutan hanno replicato presentando un progetto che prevedeva lo stanziamento di un fondo che riorganizzasse i terreni e creasse infrastrutture che valorizzassero l’agricoltura. Tale proposta non è stata condivisa dai rappresentanti della Spagna e della Cina che sottolineavano l’eccessivo tempo richiesto per completare il piano descritto precedentemente (ovvero nell’anno 2025). Tale resolution è stata bocciata.

La commissione WHO (World Health Organization) ha affrontato il topic riguardante l’argomento dell’alcol (la principale causa delle malattie non trasmissibili), al quale i delegati della Svizzera e del Brasile hanno replicato promuovendo la creazione di un fondo per la sensibilizzazione sull’alcol per la popolazione giovanile, ripetendo più volte il loro slogan “we can make the difference”. Tale pensiero è stato contrastato dai rappresentanti della Spagna e della Giordania, i quali hanno evidenziato la superficialità della coalizione opposta, mettendo in risalto che i fondi sopra citati non basteranno per risolvere il problema. Tale resolution è passata con successo.

La commissione UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime) ha esaminato l’argomento riguardante il traffico illecito di armi da fuoco in America Centrale e del Sud, al quale sono state presentate due resolutions. La prima è stata proposta dal delegato di USA, che ha proposto una maggior collaborazione tra i Paesi monitorando il più possibile la vendita ed il commercio; mentre la seconda è stata proposta dai rappresentanti della Libia e della Svezia, i quali hanno sottolineato come entrambe le resolutions fossero simili evidenziando però l’inefficienza del controllo via internet. Entrambe le resolutions sono passate con successo.

Una volta terminate le operazioni di voto, i diversi direttori hanno ringraziato tutti i partecipanti mostrando come il loro impegno abbia contribuito a risolvere, anche se in maniera solo “teorica”, i problemi della comunità globale legati ai topic di ogni commissione.

Successivamente sono stati consegnati gli attestati ai delegati partecipanti e, infine, è stato consegnato il premio di “Miglior Delegato” a Lorenzo Venturi, che ha chiuso definitivamente l’edizione di IMUN 2018 a Roma.

La cerimonia di chiusura si è conclusa nello stesso modo in cui è iniziata, sempre sulle note di “People have the power” con l’aggiunta della presenza sul palco di tutte le bandiere dei Paesi partecipanti che sembravano danzare a tempo di musica.

Tale edizione è stata particolarmente attiva ed emozionante grazie ai suoi delegati, che hanno dato anima e corpo per porre una soluzione a tutti i topic. Bisogna inoltre sottolineare il lavoro che hanno svolto il comparto WEB e lo stesso PRESS CORP, i quali hanno potuto tenere informato chiunque sullo svolgimento di IMUN 2018 di Roma.

Ora l’attenzione si sposta sulle prossime tappe, quali Catania, Torino e Bari, sperando che quest’ultime possano impressionare come ha fatto quella di Roma.

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Alessandro Giambelluca