È il 15 gennaio del 2018 quando, nella sua stanza nell’hotel Hilton a Londra, viene trovato il corpo senza vita di Dolores Mary Eileen O’Riordan, 46 anni, cantante, autrice e chitarrista dei “The Cranberries”, un gruppo musicale rock irlandese, che ha avuto grande successo negli anni novanta.

A riconoscerla sono stati i due fratelli Noel e Mike Hogan, che insieme avevano fondato la band “The Cranberry Saw Us”, un gioco di parole derivato da un alimento, la cranberry
sauce. Nell’89 se ne va il cantante, Niall Quinn, il quale suggerisce una amica della sua ragazza, Dolores, così nasce la band “The Cranberries”.
Suonando in una città come Limerick, con circa 94.000 anime, iniziano facendo concerti in piccoli locali e pub, in modo quasi inosservato. Poi nel nuovo decennio, singoli e album entrano nella top 10 americana. Ed è in quel momento che nascono i brani di “No Need to Argue”, ovvero l’album che segna la svolta e che nel 1994 vende 16 milioni di copie.

Questo album contiene la canzone “Zombie”, sul conflitto in Irlanda del Nord. Premiata agli MTV Europe Music Awards come la migliore canzone dell’anno.

Another head hangs lowly
Child is slowly taken
And the violence, caused such silence
Who are we mistaken?

But you see, it’s not me
It’s not my family
In your head, in your head, they are fighting
With their tanks, and their bombs
And their bombs, and their guns
In your head, in your head they are crying.

«Zombie è stata ispirata dalla morte di un bambino. La vita gli è stata presa dalle braccia di sua madre, che stava facendo shopping in un giorno normale a Londra. Qualcuno aveva infilato una bomba in un cestino di rifiuti e il bimbo si è trovato al posto sbagliato al momento sbagliato, ed è morto. La ragione per cui era stata messa la bomba aveva a che fare con quel tipo di rivendicazioni politiche e territoriali che si succedono in Irlanda e in Inghilterra.
L’allusione alla data del 1916 serve a ricordare che in quell’anno fu firmato un accordo che sanciva la cessione di sei contee irlandesi all’Inghilterra. Da allora non è cambiato niente: guerra, morte ed ingiustizia»
(Dolores O’Riodan, traduzione tratta dal libro “Oggi ho salvato il mondo” – canzoni di protesta 1990-2005 di Carlo Bordone e Gianluca Testani. Arcana Editrice, 2006).

Un altro album pubblicato da “The Cranberries”, nell’aprile del 1996, definito il più triste, è “To the Faithful Departed”. Nell’album si fanno numerosi riferimenti alle varie guerre e alla vita politica in corso all’epoca. Le canzoni più significative sono: “Bosnia”

I would like to state my vision
Life was so unfair
We live in our secure surroundings
And people die out there
Bosnia, was so unkind
Sarejevo, change my mind
And we all call out in despair
All the love we need isn’t there
And we all sing songs in our rooms
Sarejevo erects another tomb.

“War Child”

Who will save the war child baby?
Who controls the key?
The web we weave is thick and sordid,
Fine by me.
War child, victim of political pride.
Plant the seed, territorial greed.
Mind the war child,
We should mind the war child.

Ma O’Riordan si sente stretta in una band e quindi prova la carriera da solista. Così nel 2004 è nell’album “Zu & Co”, del cantante italiano Zucchero,  e nell’ottobre 2007 scrive e duetta con Giuliano Sangiorgi nel brano “Senza fiato”. Si riunisce ai “ The Cranberries” nel 2009 e parte il Reunion Tour e il nuovo album, “Roses”.  Ma l’estate scorsa la band aveva sospeso il tour europeo a causa dei problemi di salute della cantante.

“Una vita senza musica è come un corpo senza anima” (Cicerone)

Flavia Polizzi