Agli albori dell’impero la recitazione era per i Romani un’arte di seconda classe, destinata ai ceti sociali più bassi, insomma, un passatempo non adatto ad un intellettuale raffinato. È divertente notare come, a distanza di due millenni, il teatro sia diventato il luogo di cultura per eccellenza; E come ora più che mai recitare sia diventato un medium per sensibilizzare ed informare.

Ciononostante per poter far ciò, oltre ovviamente alla sensibilità ed alle doti attoriali, serve grande conoscenza.

E chi può dirsi più adatto di un giornalista per raccontare fatti?

Federico Rampini ha recentemente traslato la sua esperienza di reporter sul palcoscenico: Nel suo ultimo spettacolo teatrale, Trump Blues, tratto dal libro “Le linee rosse”, di cui è l’autore, emerge il ritratto di un’America profonda, ben diversa dalla luccicante New York; un’America profonda, triste vestigio della gloria industriale passata che, in un sussulto di orgoglio e rabbia, ha ciecamente votato Donald Trump.

“Vivere significa viaggiare”, per usare le parole di Claudio Magris, infatti il viaggio, per Magris, non è solo uno spostarsi fisico, ma connota un iter volto soprattutto all’apertura mentale. D’altronde Rampini, attraverso la sua esperienza personale, tiene a reiterarlo: il viaggio è, e sempre sarà, un insegnante migliore di qualsiasi libro o documento.

Infatti Trump Blues è un vero e proprio viaggio che permette allo spettatore di addentrarsi nel cuore postindustriale dell’America, il quale, pur essendo così vicino, appare, al contrario, figlio di una realtà distante, marginale.

Per comprendere l’apparentemente incomprensibile successo elettorale della destra populista negli stati dell’entroterra Statunitense non basta leggere articoli, bisogna viverne le realtà quotidiane e respirare la stessa aria delusa ed irosa della gente lasciata indietro dalla chiusura delle industrie. Dall’alto del nostro piedistallo culturale pare assurdo che qualcuno possa credere alle vane promesse del neo-presidente, ma la forza del viaggio in Trump Blues è proprio questa: permettere a ciascuno di immedesimarsi, di capire il punto di vista dei diretti interessati, e di tener presente che la loro realtà non è poi così lontana da noi. Sì, Trump probabilmente non adempierà nessuna delle proposte che aveva giurato di portare a termine, però le sue promesse rappresentano una flebile ma indispensabile luce di speranza in un ambiente desolato ed impoverito, ignorato da governi e giornali.

Aramis Sebrechts