Intervista a Federico Rampini

È molto probabile che sia noto a tutti il nome del giornalista italiano Federico Rampini.

Nato dal vecchio partito comunista italiano, Rampini inizia a scrivere per “città futura”, settimanale della federazione giovanile comunista italiana. La sua carriera evolve velocemente e Rampini diventa sempre più il protagonista della scena giornalistica italiana, degna di nota è la sua esperienza da vice direttore a “il sole 24 ore”, per il quale precedentemente era stato corrispondente dalla Francia. Dal 1995 Rampini è a “la Repubblica”, a capo della redazione milanese, quindi come corrispondente da Bruxelles, San Francisco, Pechino e New York.

Un importante accento da porre sulla vita di Rampini riguarda la pubblicazione di numerosi libri, l’ultimo, dal titolo “le linee rosse”, è stato pubblicato per la prima volta solo pochi mesi fa.

Con un curriculum vitae così intenso ed interessante è quasi scontato che il giornalista sia soggetto a numerosissime interviste; ciò che forse può risultare più inusuale è che Rampini ha concesso due ore del suo tempo ad un gruppo di 10 ragazzi liceali, vincitori di un contest lanciato da Repubblica scuola, in collaborazione con United Network, i quali hanno avuto la possibilità di soddisfare curiosità di ogni tipo sul conto del famoso giornalista.

Senza dubbio un forte stimolo per ragazzi che si avvicinano alla scelta di quale percorso di studi e professionale intraprendere, nonché in quale paese del mondo. Diversi ragazzi hanno posto al giornalista il quesito che li tocca personalmente, domandandogli quale paese possa essere più stimolante ed interessante per un giovane che ha intenzione di intraprendere un’esperienza di vita all’estero e che aspira al suo mestiere. Rampini ha risposto con chiarezza: “credo molto nei giovani giornalisti, in generale si inizia ad avere qualche dubbio e pessimismo sul futuro della stampa, io mi dissocio completamente da questa affermazione. Sono fermamente convinto che ci sarà sempre bisogno di giornalisti, uomini e donne che abbraccino informazioni su cosa accade nel resto del mondo, gli italiani ne hanno un gran bisogno. Per rispondere alla domanda, ritengo che il luogo più interessante dove trovarsi in questo momento sia senza dubbio New York, grazie alle informazioni e alle risorse culturali internazionali; c’è da dire però, che per la stessa ragione, a New York, c’è un affollamento di aspiranti giornalisti, dunque sarebbe interessante fare un investimento più audace, ma con meno concorrenza, ed andare in Cina o in India. Bisogna ragionare sulla centralità del luogo e sul luogo con maggior deficit d’informazione.”

Carlotta Crea

Roma 10-02-2018