Numerose sono le ricerche pubblicate sia online sia sui giornali dove si evince che la ricchezza planetaria e quindi il potere economico che oggi rappresenta una forma di potere assoluto è in mano ad un numero esiguo di persone, anzi di famiglie.

Infatti, viene affermato sul giornale online LaPresse, nell’articolo Un mondo sempre peggiore: nel 2017 l’1% più ricco ha preso l’82% della ricchezza del 22 gennaio 2018, che circa l’82% della ricchezza realizzata dall’anno scorso appartiene solo all’1% più ricco della popolazione del pianeta.

Anche nel quotidiano online La Stampa nell’articolo del 12 gennaio 2018 I ricchi sono sempre più ricchi? viene ribadito che la disuguaglianza economica è in incremento, anche se non ha una distribuzione uniforme.

Gli studenti che hanno partecipato ad IMUN sanno bene che possono essere responsabili di paesi di assetto economico molto diverso: può essere il Burundi, il quinto paese più povero al mondo oppure il Kuwait che è uno tra i più ricchi. I delegati durante la simulazione si sono trovati a confrontarsi con problematiche nettamente contrastanti ma sono comunque riusciti a trovare in questa sede un equilibrio quantomeno politico alle problematiche economiche in atto.

Ma questo, come viene sostenuto dal Professor Federico Rampini, nel nostro mondo è solo utopia. Non si riuscirà ad arrivare a un equilibrio distributivo senza tensioni sociali e atti violenti e “Storia magistra vitæ” ci richiama in mente i fatti del ’29 definiti come la Grande Depressione.

Attualmente la Cindia, ovvero l’unione della Cina e del subcontinente indiano, ha fatto un grande balzo in avanti, aprendo prospettive assolutamente inimmaginabili in quei territori che solo negli anni ’60  erano considerati come terzo mondo.

Contemporaneamente a questi progressi nel continente Asiatico, nel nostro Occidente la situazione economica ha conosciuto e vive attualmente un esteso periodo di crisi dovuto essenzialmente a speculazioni prive di qualsiasi scrupolo da parte di istituti finanziari, banche e multinazionali.

In conclusione un’equa distribuzione economica tra paesi naturalmente benestanti e paesi bisognosi con le attuali leggi di mercato rappresenta solo una tensione ideale che nella realtà ha una ricaduta pressoché nulla.

Ci rimane a disposizione questo mondo composto da una élite di ricchezza e di potere e da estese aree di bisogni primari e povertà nella prospettiva di un inquieto futuro distopico in cui i ricchi diminuiscono di numero ma sono sempre più ricchi, mentre i poveri sono sempre di più, sempre più poveri e sempre più soli.

Una volta c’era la “scienza delle finanze” oggi esistono solo “mercati”.

poooor

Alessandra Marenga