Cos’è?

La Giornata Internazionale della Lingua Madre è una giornata indetta dall’UNESCO  ogni anno per promuovere la diversità linguistica e culturale e il multilinguismo.

Quando è stata istituita per la prima volta?

Nel 1999, ma fu celebrata dall’anno seguente. Poi nel 2007 è stata riconosciuta dall’Assemblea Generale dell’ONU, contemporaneamente alla proclamazione del 2008 come Anno internazionale delle lingue.

Perché il 21 febbraio?

Questa data è stata scelta per ricordare il 21 febbraio 1952, quando diversi studenti bengalesi dell’Università di Dacca furono uccisi dalle forze di polizia del Pakistan (che allora comprendeva il Bangladesh), poiché protestavano per il riconoscimento del bengalese come lingua ufficiale.

Perché le lingue?

Preservare la lingua è una delle sfide più ardue poste dalla nostra modernità, poiché attraverso di essa le culture parlano, si esprimono, e comunicano fra loro. E poi la lingua è il fulcro dell’identità, ma anche dello scambio reciproco.

Ma anche i dialetti?

Non solo la lingua, ma anche i dialetti sono protagonisti di questa giornata. In Italia, dal Trentino Alto Adige alla Sicilia, saranno molte le iniziative dedicate alle minoranze linguistiche, come i dialetti, i quali sono un bene culturale immenso da studiare, preservare e soprattutto continuare a parlare, per sentire quel legame con le radici più profonde della nostra cultura millenaria.

Cosa sono le lingue in pericolo?

Una lingua in pericolo è una lingua di cui sopravvivono così pochi locutori che corre il rischio di non essere più utilizzata nel giro di anche solo una generazione. Come, ad esempio, molte lingue native americane negli Stati Uniti e lingue di popolazioni nomadi. Invece una lingua morta è una lingua che non ha più locutori nativi.

Come si riconoscono?

Anche se non esiste un modo esatto per identificare una lingua in pericolo, vi sono tre criteri principali che sono usati come linee guida:

  1. il numero dei locutori che sono attualmente in vita;
  2. l’età media dei locutori nativi e/o fluenti;
  3. la percentuale della generazione, più giovane, che acquisisce un uso fluente della lingua in questione.

“Le lingue madri, in un approccio multilinguistico, sono fattori essenziali per la qualità dell’istruzione, che è alla base dell’emancipazione di donne e uomini e delle società in cui vivono”.
Irina Bokova, Direttore Generale dell’UNESCO

ddd

Flavia Polizzi