“Per l’umanità l’acqua è una forza di cambiamento sociale: una preziosa risorsa della quale far tesoro, da proteggere e usare saggiamente, perché l’alternativa è la privazione, la malattia, il degrado ambientale, il conflitto e la morte.” – PHILIP BALL

Da un’ultima ricerca della Orb Media, in collaborazione con l’Università statale di New York e dell’Università del Minnesota, sappiamo che l’inquinamento da microplastiche ha raggiunto anche noi. Infatti basti pensare che i cibi che cuciniamo sono preparati con acqua che esce dai nostri rubinetti, la quale sgorga piena di fibre di plastica microscopiche, quindi mangiamo e beviamo plastica.

E quando diciamo che l’inquinamento è arrivato fino a noi è la verità, perché da vari test che sono stati fatti su diversi campioni di acqua provenienti da tutto il mondo, si è scoperto che la contaminazione ha superato almeno il 70% nella maggior parte dei continenti, in America, in India ma anche in Africa e in Europa.

Il mondo produce ogni anno 300 milioni di tonnellate di plastica e oltre il 40% viene utilizzato una sola volta per poi essere buttato via. Ma il problema è che la plastica finisce a galleggiare in mare per secoli, per poi essere scambiata dai pesci e dagli altri animali marini per cibo. Infatti molte ricerche hanno trovato fibre di plastica dentro i pesci venduti nei mercati, che noi poi compriamo, cuciniamo e mangiamo.

Per questo motivo l’ONU, con il contributo di Think Beyond Plastic, nel giugno del 2017 ha lanciato un concorso per tutti gli studenti chiamato “#CleanSeas Innovation Challenge”, il quale diviso in sezioni (design, comunicazioni, economia, previsione e recupero) ha visto la partecipazione di 200 proposte di progetti originali.

Per il quarto anno consecutivo, nella sfida che mette in competizione università in tutto il mondo, è stata una giuria di leader nei vari campi della scienza, dell’economia, dell’arte e del design a decretare i quattro vincitori.

Nel settore della comunicazione ha vinto l’idea di produrre delle borse riutilizzabili, con la proposta di contrastare la diffusione dei sacchetti monouso. Le borse saranno chiamate “Tasini” e saranno contenute all’interno di porta chiavi a forma di animali marini, per ricordarci che loro sono in pericolo per colpa del nostro uso irresponsabile della plastica.

Per il settore dell’economia è stato premiato il progetto “Ecoboat”, ideato in Camerun che prevede uno schema di riciclo di bottiglie di plastica con cui produrre delle canoe per i piccoli pescatori. Questo progetto potrebbe aiutare il paese a risolvere l’inquinamento, la mancanza di barche per i pescatori e la deforestazione.

Per il settore del design ha vinto il progetto “Eggxellent”, il quale propone l’utilizzo di albumi di uova di scarto per la creazione di una plastica ecologica con cui realizzare piatti, posate e bicchieri.

Infine, per il settore del recupero il premio va al progetto che prevede l’uso di sistemi di telerilevamento per individuare i rifiuti lungo le coste del Cile.

E tu? Vuoi aiutarci a salvare l’oceano?

df

Flavia Polizzi