New York City

Con il passare del tempo essere donna non è mai stato semplice.
Concetti come schiavitù, sfruttamento, maltrattamento, negazione di molti dei diritti fondamentali sono stati parte della vita quotidiana delle donne per lungo tempo.

Abbiamo dovuto aspettare il XVIII secolo per avere dei segni chiari ed evidenti che la situazione stesse cambiando. Ecco come.
E’ proprio per la consapevolezza dell’arduo cammino che le donne hanno sempre dovuto percorrere, che nasce il Women in the World Summit.

Quest’anno a New York, dal 12 al 14 Aprile, si è tenuta la nona edizione ospitata dal Lincoln Center e organizzata dall’editrice Tina Brown. Anche quest’anno nella lista degli ospiti invitati sono risuonati diversi nomi tra cui quello dell’ex segretario di Stato Hillary Clinton, lo scrittore dello New Yorker Ronan Farrow nel ruolo di moderatore, i senatori statunitensi Kirsten Gillibrand e Lisa Murkowski, l’ex presidente della Camera Laura Boldrini insieme ad altri noti nomi del piccolo e grande schermo, del mondo della musica, oltre che ad attiviste e pacifiste.

Il nucleo centrale di questo Summit è stato rappresentato dal movimento #MeToo.
Questo slogan, estremamente efficace, ha raggiunto un’effettiva notorietà solo alla cerimonia dei Golden Globe e degli Oscar del 2018: numerose attrici (come Ashley Judd e Mira Sorvino ad esempio) si sono presentate come l’una l’accompagnatrice dell’altra; alcune delle invitate si sono vestite di nero (Natalie Portman, Reese Witherspoon, Oprah Winfrey) altre ancora, indossavano sui loro meravigliosi abiti da sera spille del movimento “Time’s Up” fondato dalla Witherspoon per denunciare le violenze sessuali e gli abusi sul posto di lavoro.

The 2018 Women In The World Summit in New York City; 4/14/2018
Dr. Suzanne Barakat, Board Chair, Our Three Winners Foundation and Katy Tur, NBC News Correspondent and MSNBC Anchor on ‘LET LOVE PREVAIL’ at The 2018 Women In The World Summit in New York City; 4/14/2018

Ciò che i più non sanno è che l’hashtag #MeToo compare per la prima volta nel 2006, utilizzato da Tarana Burke, per poi esser reso popolare da Alyssa Milano con l’intenzione di incoraggiare le donne a usarlo sui social e per “dare alle persone un’idea della grandezza del problema”.
In seguito a ciò, anche se con incertezza all’inizio, sono venute alla luce del sole diverse dichiarazioni di molestie sessuali da parte di attrici, modelle e cantanti fino ad arrivare ad alcune da parte di nomi celebri del mondo del cinema e della tv come Gwyneth Paltrow, Ashley Judd, Jennifer Lawrence e Uma Thurman.

Solo alcuni dei tanti temi emersi nel summit sono quelli che attanagliano lo sviluppo di un rispetto della parità di genere, quali la disuguaglianza retributiva, la diffusione dilagante di abusi e violenze sessuali.

La presenza di tutte queste personalità di spicco, è stata pensata per portare avanti l’idea comune che le future giovani donne abbiano bisogno di un nuovo modello, diverso da quello superficiale, frivolo e privo di spessore morale che è stato promosso negli ultimi decenni. E’ bene ribadire che, nonostante sia una conferenza prettamente “in rosa” la presenza degli uomini è sempre spronata e ben accetta.


Helenia Camerini