Perché il primo maggio si festeggia la Festa dei lavoratori?

L’evento che diede vita a questa celebrazione avvenne a Chicago (Stati Uniti) il 1° maggio del 1886, quando era stato indetto uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti con il quale gli operai rivendicavano migliori e più umane condizioni di lavoro. Lo sciopero andò avanti per tre giorni, il 4 maggio terminò con uno scontro tra lavoratori e polizia, nel quale persero la vita 11 perone in quello che passò alla storia come il Massacro di Haymarket.

 

E cosa è successo in Europa?

A Parigi il 20 luglio del 1889 durante il primo convegno della Seconda Internazionale, fu lanciata l’idea di una grande manifestazione. Questa divenne un simbolo delle rivendicazioni operaie, di lavoratori che in quegli anni lottavano per conquistare dei diritti e delle condizioni di lavoro migliori. La scelta della data tenne conto proprio degli episodi di Chicago e si decise che la Festa del lavoro o dei lavoratori, si celebrasse il Primo Maggio. Successivamente il primo maggio del 1995 Papa Pio XII istituì la festa di San Giuseppe Lavoratore, cosicché potesse essere condivisa a pieno anche dai lavoratori cattolici.

 

Dove si festeggia la Festa dei lavoratori?

In Africa, nelle Americhe, in Asia, in Europa e in Oceania è festa ufficiale nazionale. In altri paesi, come nei Paesi Bassi e Danimarca, non è festa ufficiale anche se esistono alcune celebrazioni in occasione del Primo maggio.

 

Perché è famoso il “concertone”?

Dal 1990 i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil organizzano a Roma il ‘concertone’, un evento rivolto soprattutto ai giovani. Ha luogo in piazza San Giovanni, inizia il pomeriggio e continua tutta la notte, con la partecipazione di molti gruppi musicali e cantanti italiani famosi, ed è seguito da centinaia di migliaia di persone anche tramite la televisione.

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E in Italia cos’è successo?

La mattina del 1 maggio del 1947 da Piana degli Albanesi, San Cipirello e San Giuseppe Jato, più di duemila tra contadini e braccianti con le loro famiglie, si incamminarono verso Portella della Ginestra per celebrare la festa dei lavoratori. Poi poco dopo le dieci, mentre era in corso il comizio, si sentirono i primi spari. Non erano mortaretti esplosi per la festa, come qualcuno aveva pensato inizialmente. Ma erano i fucili e le mitragliatrici che facevano fuoco su una folla inerme. Il bilancio fu di 11 morti e oltre 30 feriti: fu la prima strage della storia della Repubblica. Ho avuto la possibilità di andare in quel luogo e di conoscere dal vivo alcuni superstiti, i quali con le lacrime ricordano l’accaduto ma lo raccontano con tutta la forza rimasta, per far conoscere la storia ai più giovani e trasmettere la giusta sensibilità affinché episodi del genere non si ripetano mai più.

“La pigrizia può sembrare attraente, ma il lavoro ti da soddisfazione.” ANNA FRANK

Flavia Polizzi