“La giornata di oggi è un’opportunità per tutti noi per celebrare gli straordinari vantaggi della diversità culturale (…) per costruire un mondo più pacifico fondato sui valori della comprensione reciproca e del dialogo interculturale.” ha voluto ricordare la direttrice Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO), Irina Bokova, celebrando così la sedicesima edizione della giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo.

Proteggere le diversità culturali è, come noto, uno degli obiettivi più importanti per l’Unesco che ha promosso infatti, negli ultimi anni, numerose iniziative per operare in tal senso. Nel 2005, per esempio, fu stilata a Parigi la “Convenzione sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali”, nel 2013 fu lanciata la campagna mondiale “Fai una cosa per la diversità e l’inclusione” e, due anni più tardi, fu inserita tale tematica nell’ampia Agenda 2030, riconoscendo così – ha spiegato la direttrice Bokova – “il ruolo decisivo della cultura come motore del cambiamento e dello sviluppo. Il raggiungimento dei 17 obiettivi sarà impossibile senza attingere alla forza e al potere creativo della diversità delle culture di tutta l’umanità. ”

Molto però è ancora necessario fare affinché si mantenga la diversità culturale e la si consideri un valore e non un ostacolo. Secondo Irina Bokova sono in particolar modo due i “nemici” più ardui da “combattere”: gli “estremisti violenti” che hanno “preso di mira le minoranze culturali e hanno distrutto il nostro patrimonio culturale per indebolire il  legame legame necessario tra le persone e la loro storia.” e “l’urbanizzazione selvaggia (che, ndr) minaccia di omologare le nostre città esaurendo la loro diversità sociale e le loro identità”.

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L’unica “arma” possibile, ovviamente, non può quindi che essere l’istruzione. La direttrice dell’Unesco è pienamente consapevole infatti che solo attraverso l’apprendimento e lo sviluppo delle competenze interculturali da parte delle nuove generazioni si potrà garantire e sostenere “la diversità del nostro mondo e imparare a convivere in pace tra lingue, culture e religioni diverse.”

Per quanto la diversità sia oramai un argomento eufemisticamente “impopolare” sarebbe invece doveroso creare, in ricorrenze del genere, spazi d’incontro per riflettere e confrontarsi a riguardo così da comprendere o quantomeno intuire che in realtà, come affermò Martin Luther King in uno dei suoi più celebri discorsi, “Siamo impigliati in una ineludibile rete di reciprocità, che intesse la trama di un destino comune.”

Flavia Cuccaro