Nicosia, l’ultima capitale europea divisa da un muro.

Nicosia, situata nel pieno centro dell’isola di Cipro al largo delle coste di Siria, Turchia e Libano è l’ultima capitale europea spaccata a metà da un muro per questioni di sicurezza internazionale.

Tutto iniziò nel non lontano 1974 quando la guardia nazionale cipriota con l’aiuto di un’organizzazione paramilitare che, sotto il comando di ufficiali greci, organizzò e mise in atto un colpo di stato ai danni del presidente ed arcivescovo cipriota Makarios con obiettivo il ricongiungimento del popolo cipriota con quello della madrepatria greca.

Il colpo di stato alterò gli equilibri tra Cipro, Grecia, Regno Unito e Turchia, unite da un flebile trattato (Trattato di Zurigo del 1960) che consiste nel legittimare l’intervento militare a Cipro in caso di alterazione dello status politico nell’isola. Il governo turco perciò si sentì autorizzato ad agire ed attuò non una ma due invasioni ai danni del popolo cipriota. Il 20 luglio 1974 la Turchia attaccò dalla costa di Kyrenia (parte settentrionale dell’isola) dove trovarono le forze armate greche a fare opposizione, ma riuscirono a conquistare il 3% del territorio cipriota. Tre giorni dopo, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite riuscì ad ottenere un “cessate il fuoco” ma le forze armate greche collassarono, mentre le truppe turche si facevano sempre più forti, così iniziarono le trattative tra i rappresentanti greco-ciprioti ed i rappresentanti turchi.

Nel momento in cui le trattative fallirono il governo turco attaccò nuovamente ed occupò il 40% del territorio dell’isola di Cipro dal quale più di 200.000 ciprioti si sono ritrovati a dover scappare nel sud dell’isola lasciando casa ed averi. La Turchia giustificò tutto questo come una “operazione di pace” ma venne ugualmente accusata di violenza contro i diritti umani dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Le Nazioni Unite si trovarono nella situazione di dover istituire un nuovo Cessate il Fuoco creando un muro che dividesse la parte turco-cipriota dalla parte greco-cipriota. Il governo turco dichiarò le aree occupate come uno Stato Federale Turco che però non viene riconosciuto dal mondo internazionale. Le trattative per demolire il muro iniziarono pochi anni dopo la sua costruzione e sono ancora in corso.

Il muro, chiamato Linea Verde, militarizzato e tuttora presente, può essere attraversato da entrambi i popoli ma i turchi-ciprioti necessitano un passaporto speciale per poter attraversare il confine, mentre il popolo greco-cipriota, nonostante necessita solo della carta d’identità, si rifiuta di oltrepassare la Linea Verde per via della ferita ancora aperta.

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Sara Arpini