“Sono preoccupato”.

Parole che possono suscitare diverse reazioni a seconda del soggetto che le pronuncia. Se le dovesse pronunciare il professore di Matematica al liceo sarebbe parzialmente scoraggiante e potremmo prevedere magari un andamento poco proficuo nel semestre successivo.

Se dovesse pronunciarle il Ministro dell’Economia il giorno del verdetto della Commissione Europea sulla manovra italiana forse ci sarebbe da preoccuparsi poco di più.

Il dubbio è a cosa si stesse riferendo il Ministro Giovanni Tria con quell’espressione  Ieri lo spread ha toccato il picco di 336 punti (valore che non si registrava da aprile 2013), chiudendo poi la seduta a quota 326. Il rendimento dei titoli decennali si è attestato al 3,63%”

Così sembra una cosa molto brutta. Però forse bisognerebbe capire bene prima che cosa è questo spread e perché ci preoccupa tanto.

“Lo spread è un indice utilizzato come parametro di riferimento per poter determinare la stabilità economica di un paese in correlazione con il contesto internazionale. In realtà, il termine generico spread in economia indica la differenza esistente fra due valori e può assumere diversi significati in base al contesto in cui è inserito tuttavia, di recente, ha assunto un significato specifico e determinato. Dal 2011, di fatti, denota nella fattispecie il differenziale esistente fra il rendimento dei titoli di stato decennali italiani, i BTP, e quelli tedeschi, detti Bund.” (Wall Street Italia)

Non è che ora sia tanto più chiaro in verità. Che vuol dire il rendimento di un titolo di Stato?

“Il rendimento di uno Stato viene essenzialmente percepito come la misura della sua stabilità, un rendimento basso identifica un paese in grado di ripagare facilmente i suoi debiti, mentre un rendimento elevato equivale a una situazione di incertezza e, dunque, gli investitori richiedono incentivi per il rischio che si assumono. Lo spread viene misurato in “punti base”, ogni punto base è un centesimo di punto percentuale.”  (Wall Street Italia)

Mezzo meglio, dai.

Per spiegarla in termini spicci: se sei un imprenditore e hai bisogno di soldi puoi chiedere un prestito. Sì, ma a chi? Puoi chiederlo ad una Banca o puoi anche emettere un’obbligazione, un titolo, un pezzo di carta (com’era al tempo in formato non digitalizzato) che dice che tu, entro un tot di tempo ripagherai il tuo debito con una somma aggiuntiva determinata dal tasso di interesse. Il tasso di interesse stabilirà quanto in più avrà il creditore alla fine dei giochi e quanto dovrà pagare in più il debitore. E se il debitore non dovesse riuscire a ripagare la quota dovuta? Lì la questione diventerebbe un problema per entrambi gli attori coinvolti.

Se il prenditore (quello che prende i soldi) è una persona corretta e puntuale con i pagamenti, tutti i prestatori (creditori) saranno molto propensi a prestargli soldi con la certezza di riaverli in futuro. Chiederanno solo un piccolo tasso di interesse per compensare l’assenza di disponibilità di moneta. Se invece il debitore è rinomato per essere tardivo con i pagamenti ed avere difficoltà economiche, i creditori si fideranno poco di lui. Ergo, per prestargli dei soldi chiederanno un interesse maggiore perché stanno affrontando un bel rischio.

Questo è il problema dello spread tra i titoli italiani e quelli tedeschi, tanto più questo spread è alto tanto più vuol dire che la Germania rimane un Paese di cui ci si può fidare, mentre l’Italia è sempre più un Paese che non si sa se potrà ripagare i suoi debiti in futuro, per cui il tasso di interesse per i propri titoli cresce costantemente. Fino a quanto questo spread possa crescere, non è dato a noi saperlo.

Matteo Caruso


Sitografia:

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Lo-spread-chiude-in-rialzo-a-326-punti-base-allarme-della-Bce-sulle-banche-6102b0a0-3415-4e4b-97cd-9eba2450fcc3.html

https://www.corriere.it/economia/18_novembre_20/corsa-spread-arriva-fino-336-punti-mai-cosi-alto-2013-5cf7022a-ed07-11e8-9cc0-d189758894d5.shtml

http://www.wallstreetitalia.com/manovra-il-giorno-della-verita-tria-sono-preoccupato/

http://www.wallstreetitalia.com/trend/spread/