Per oltre sei decenni ha contribuito all’avanzamento della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa”, fu la motivazione con il quale nel 2012 l’Unione Europea ricevette il Premio Nobel per la Pace.

Il Premio Nobel per la Pace viene consegnato a personaggi, od organizzazioni internazionali, che hanno difeso in maniera illustre i diritti umani e le relazioni amichevoli tra Stati. Il primo Premio Nobel venne assegnato nel 1901 a Frederic Passy, fondatore della prima società di arbitraggio tra nazioni in Francia, con lo scopo unico di mantenere la pace tra stati tramite le relazioni internazionali. Da quel momento ad Oslo, ogni anno, viene consegnato il premio ai più distinti in tale ambito.

L’Unione Europea, nata nel 1957 dopo i Trattati di Roma, rappresenta la fraternità tra Stati e si è sempre resa portavoce per i diritti umani. L’esistenza stessa di un’unione tra stati nel continente europeo rappresenta già di per sé un’uguaglianza, intesa tra tutti gli stati membri. Ogni stato appartenente all’Unione deve mantenere uno status di pace e non ingerenza, deve riconciliare i pilastri della democrazia e proteggere tutti i suoi cittadini. Molti sono i sistemi di protezione, tra cui la Carta dei Diritti Fondamentali adottata nel 2000 e vincolante per tutti i paesi membri. Essa mira a proteggere i diritti delle donne, dei bambini, delle minoranze e degli sfollati; combatte la pena di morte, la tortura e ogni trattamento inumano; difende i diritti civili, economici, sociali e culturali; e difende in maniera universale ed indivisibile tutti i diritti all’interno della Dichiarazione dei Diritti Umani. La Carta sancisce anche quali sono le sanzioni dal momento in cui uno stato non rispetti, o violi, un articolo e sottolinea in maniera fondamentale l’importanza dell’uguaglianza tra tutti gli esseri umani.

Questi sono i pilastri sul quale si fonda l’Unione Europea, e queste le motivazioni con il quale essa ha vinto il Premio Nobel per la Pace. Ovviamente, il riconoscimento non è stato consegnato solo perché l’Unione Europea ha una Carta dei Diritti Fondamentali, ma perché si è sempre mossa alla protezione di questi.

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L’Europa, nel suo passato, ha vissuto due guerre mondiali sul proprio territorio, ma anche molte rivolte e conflitti tra stati, ma nonostante ciò ha difeso la democrazia rendendola clausola obbligatoria e condizione per gli stati che hanno voluto aderire all’Unione. Questo è un punto di estrema importanza, perché l’Unione Europea, ponendo la democrazia come condizione obbligatoria, è riuscita a trasformare governi spesso autoritari o che non rispettavano i propri popoli, in governi democratici dove il cittadino è al centro delle decisioni governative e dove vengono rispettati i diritti fondamentali dell’uomo.

Nel 2012 l’Unione Europea si trovava in un momento di crisi economica molto rilevante, con un susseguirsi di tensioni sociali e rivolte continue. Ma, nonostante ciò, il comitato per la pace ha voluto nominarla vincitrice, riconoscendo il fatto che è solo grazie a questa unione che l’Europa sia passata da una fortissima tensione e situazione di guerra ad un continente di pace. Ha sottolineato che gli stati e i cittadini non devono dimenticare gli sforzi che hanno fatto i padri fondatori per garantire 60 anni di pace continua, e che – idea spesso trascurata –  l’integrazione Europea è nata proprio come progetto di pace. Il comitato ha voluto quindi consegnare all’Unione Europea il premio anche per ricordare che, nonostante il periodo di estrema tensione, essa è riuscita a mantenere i propri standard di pace anche in situazioni peggiori.

Oggi sono 66 anni che viviamo tutti noi cittadini europei in una condizione di pace, condizione che non bisogna trascurare specialmente quando si considerano le tensioni geopolitiche presenti nel mondo. E sono passati 6 anni da quando i rappresentanti dell’Unione Europea hanno consegnato il Premio Nobel della Pace a noi cittadini, perché è solo grazie a noi cittadini che essa ha vinto il premio.

Giulia Anderson