INTRODUZIONE: L’immigrazione è un fenomeno che, al giorno d’oggi, interessa in modo diretto il nostro paese. L’Italia è infatti diventata negli ultimi anni terra di approdo per molti migranti che emigrano del loro paese e arrivano nel nostro per sfuggire dalla Guerra o da situazioni politiche difficili. L’immigrazione è un fenomeno diffuso in tutto il mondo e altro non è che il trasferimento di persone in una nuova terra: ciò che spinge qualcuno a voler lasciare il proprio Paese potrebbe essere un conflitto armato, ma anche la voglia di avere nuove possibilità di vita e, perché no, di carriera.

Questo giorno si celebra perché si riconosce l’importanza di rafforzare la cooperazione internazionale sull’immigrazione internazionale a livello bilaterale, regionale e globale. Giornata che si celebra dal 2000 in ricordo della “Convenzione per la protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie”. Redatta nel 1990 ed entrata in vigore nel 2003, questa convenzione è nata a seguito dell’aumento esponenziale del fenomeno migratorio.

Fenomeno che tutt’ora non si è fermato, il migrante non ha mai smesso di essere una figura di rilievo sul territorio europeo e non solo. Dal 2000 al 2015 infatti il numero di persone che hanno lasciato il loro paese è passato da 175 a 244 milioni, provenienti da tutto il globo, non solo dalle zone di guerra.

C’è una grande differenza tra due figure: se il migrante è colui che si sposta volontariamente alla ricerca di un futuro migliore, il richiedente asilo è invece colui che involontariamente lascia il suo paese perché impossibilitato a rimanerci, entrambe sono figure in movimento.  Per intenderci migrante è anche l’italiano laureato che cerca fortuna all’estero, il padre di famiglia pakistano che decide di andare a lavorare in India, il messicano che cerca la fortuna negli Usa; nessuno di loro scappa da nulla, non necessariamente almeno, semplicemente sperano in un futuro migliore rispetto a quello che potrebbero avere rimanendo, sapendo di poter sempre tornare indietro, opzione impossibile per un richiedente asilo.

Ed ecco perché il 18 dicembre si celebra il Migrante.

Effetti principali e situazione dell’immigrazione:

1) Guerra – è un effetto non una causa

2) Attualmente 65 milioni le persone in movimento

3) “Land Gabbring” –  acquisto a poco prezzo, di terreni coltivabili, destinati all’agricoltura intensiva, attraverso lo sfratto di coloro che già risiedevano sul territorio (come avvenne in Africa e in Europa in maniera diversa, ma la Germania e l’Italia del Nord già lo hanno sperimentato). Naturalmente sono molte altre le cause tra cui l’istruzione, la fame, la carenza idrica, le malattie, la speranza di vita, l’assenza di lavoro sono motivi validi per abbandonare la propria nazione.

MIGRARE è un diritto fondamentale dell’uomo come sancito dalla Convenzione dei Diritti dell’Uomo (1948):

Articolo 13

  1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.
  2. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.

Perché a nessuno dovrebbe essere impedito di lasciare il proprio paese, per qualsivoglia motivo, senza dover mentire, nascondersi, dichiararsi richiedente asilo perché “No, se sei un migrante economico qui non puoi entrare” (cosa sarà poi il migrante economico, ancora nessuno lo ha capito). Nonostante tutto però questo accade, continuamente: non si può entrare in nessun paese (eccetto tra i membri della UE, ma questo non vale per gli USA) senza un regolare contratto di lavoro, o di studio, non si può cercare vita migliore perché se non si rientra nei flussi poi ci sono troppi stranieri e non va bene.

E allora lui emigra, si muove, con la sua valigia, la sua immaginazione e la sua speranza, la voglia di fare, di credere nel futuro e in una vita migliore, soprattutto per i suoi cari, quelli che lascia e saluta con il cuore straziato alla stazione, al porto, all’aeroporto.  E se troverà ostacoli li supererà perché l’uomo si muove, si è sempre mosso e continuerà a farlo, a buon diritto. Inoltre il fenomeno dell’immigrazione e a questa giornata importante è strettamente legata alla ricerca di una occupazione lavorativa e alla permanenza.

SVILUPPO: Nella storia dell’umanità, migrare ha sempre costituito coraggio e una volontà dell’individuo di superare le avversità e vivere una vita migliore. La Globalizzazione, al giorno d’oggi ha portato all’aumento del numero di persone che hanno il desiderio e la possibilità di muoversi.

L’ONU vuole creare più dialogo e più interazione tra Stati e regioni e, allo stesso tempo, favorendo lo scambio libero di esperienze e opportunità di collaborazione, ottenendo una influenza reciproca.

19 settembre 2016: l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite si è assunta una serie di impegni per rafforzare la protezione dei rifugiati e dei migranti, con il nome di Dichiarazione di New York per i rifugiati e i migranti; che rappresenta innanzitutto un impegno da parte degli Stati membri nel potenziare e aumentare i meccanismi di protezione per le persone in movimento.

Nelle economie avanzate, la migrazione può abbassare i salari o causare un aumento della disoccupazione per i lavoratori meno qualificati, molte dei quali sono, migranti arrivati in ondate precedenti.

Mantengono vive attività economiche; aumentando la forza lavoro e il bacino di consumatori e contribuendo con le proprie capacità d’impresa, i migranti aiutano la crescita economica dei Paesi ospitanti.

I migranti internazionali provengono solitamente da famiglie a medio reddito, una volta stabilitisi all’estero, aiutano amici e parenti a seguirli e, in questo processo, i costi e i rischi della migrazione precipitano, facendo sì che persone più povere, si possano unire al flusso.

4 dicembre 2000 – l’Assemblea Generale proclama il 18 dicembre Giornata internazionale dei migranti.

I migranti generano benefici economici, sociali e culturali per le società di accoglienza ovunque. Eppure cresce nel mondo l’ostilità nei loro confronti.  Cambiamenti climatici, pressione demografica, instabilità, disuguaglianze crescenti e aspirazioni a una vita migliore, così come il bisogno di forza lavoro, ci dicono che il fenomeno migratorio è una realtà destinata a restare. L’Homo sapiens ha iniziato ad abbandonare l’Africa orientale per diffondersi in tutta l’Eurasia, le Americhe e l’Australia circa due milioni di anni fa. I nostri antichi progenitori si spostarono per far fronte ai cambiamenti climatici, proprio come sono costrette a fare oggi migliaia di persone il cui numero è destinato ad aumentare.

Il crescere degli attentati terroristici si è infatti diffuso come un virus: la “paura dell’immigrato”. Si tende infatti a generalizzare e pensare che tutti gli immigrati che arrivano nel nostro Paese o nel resto d’Europa abbiano fini bellicosi o siano alcuni dei così detti “foreign fighters” dell’Isis. Sono migranti anche i tanti italiani che si spostano in altri stati europei o fuori dall’Europa perché in Italia non trovano lavoro o non riescono a realizzarsi. Tra i migranti, si distinguono i regolari, cioè chi risiede in un Paese con regolare permesso di soggiorno, e i clandestini, ossia migranti irregolari, che entrano in un Paese senza permesso di soggiorno o vi restano alla scadenza del permesso. Il problema principale, oggi, è però la confusione tra migranti irregolari e rifugiati, ossia tra coloro che si spostano per ragioni economico-sociali e chi lo fa, anche irregolarmente, per scappare da situazioni di guerra o di pericolo.

Lo status di rifugiato, non si applica solo a chi scappa da una guerra, ma anche chi è vittima di una persecuzione da parte delle autorità dello stato in cui vive per i motivi sopraelencati, come spiegato dalla Convenzione di Ginevra del 1951. Non si può quindi ignorare l’arrivo dei profughi siriani, ad esempio, che scappano dalla Guerra in Siria, con le scuse di una presunta “invasione”.

CONCLUSIONE: L’immigrazione è così un fenomeno molto complesso. Da una parte come abbiamo detto è un’opportunità che, con l’abbattimento delle barriere tra nazioni, permette alle persone di crescere, di incontrarsi, di mischiare culture e tradizioni ampliando così le menti delle generazioni future. Dall’altro, la paura legata al terrorismo creando un clima di incertezze e false informazioni. Credo che sia importante non generalizzare, come abbiamo spiegato in precedenza, e ricordare sempre che anche noi italiani siamo stati immigrati in un paese straniero, ma allo stesso tempo è anche importante rimanere sempre allerta e magari stabilire delle nuove e moderne regolamentazioni legate all’immigrazione per garantire a tutti sia la possibilità di spostarsi. Profughi, clandestini, sicurezza, attentati, razzismo, xenofobia, integrazione: sono tante le parole che si legano all’immigrazione, fenomeno diffuso dalla notte dei tempi, ma che oggi, nel mondo globalizzato, caratterizzato anche da numerosi conflitti, come la Guerra in Siria.

A questo è legata anche la situazione dell’emigrazione da parte di italiani all’estero. La Sicilia è la prima regione di origine degli italiani emigranti con 688.000 residenti. Grazie ai dati registrati dall’Istat possiamo affermare che nell’ultimo decennio il flusso di emigrazione da parte di italiani è aumentato del 50% con 285 persone che variano in una fascia di età tra i 25 ai 50 anni. E’ una situazione abbastanza grave perché non stiamo parlando solo di giovani diplomati o laureati che non riescono a trovare lavoro ma addirittura di laboratori stanchi della situazione precaria in cui vivono.

Eden Dell’Anna