Dal 2 al 15 dicembre 2018 si è tenuta a Katowice, in Polonia, la 24esima Conferenza delle Parti (COP, Conferences of the Parties) della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle nazioni unite (UNFCCC, United Nations Framework Convention on Climate Change), anche conosciuta come Conferenza sui Cambiamenti Climatici di Katowice (Katowice Climate Change Conference). È una conferenza internazionale con 196 governi partecipanti che si sono riuniti per rendere operativo l’Accordo di Parigi del 2015.

Nell’Ottobre 2018, l’IPCC (International Panel on Climate Change) ha pubblicato la sua Relazione Speciale sul Riscaldamento Globale di 1,5° C (SR15), il cui contenuto si può trovare spiegato in maniera approfondita nell’articolo di Flavia Polizzi del 17 dicembre.

Numerosi sono stati gli interventi durante la conferenza, e tutti di una notevole importanza.

«In questo momento siamo di fronte a un disastro causato dall’uomo di portata globale, la nostra più grande minaccia in migliaia di anni: il cambiamento climatico. Se non agiamo, il collasso delle nostre civiltà e l’estinzione di gran parte del mondo naturale è all’orizzonte».

Ha affermato così l’ambientalista inglese Sir David Attenborough il 3 Dicembre, mettendo sin da subito in evidenza il problema principale del nostro secolo.

Lo stesso Dalai Lama ha scritto ai partecipanti della conferenza che: «Il cambiamento climatico non riguarda solo una o due nazioni: è un problema che riguarda tutta l’umanità e ogni essere vivente su questa terra»

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Il discorso più incisivo ed emozionante è stato pronunciato da Greta Thunberg, una giovane attivista svedese di quindici anni che, nonostante la sindrome di Asperger, si è recata in Polonia per intervenire alla conferenza sul clima. La ragazza ha criticato la classe politica mondiale affermando che non sono state mai prese decisioni adeguate alla gravità della situazione. Il 14 Dicembre ha così parlato ai leader mondiali:

«Voi parlate solo di una crescita senza fine in riferimento alla green economy, perché avete paura di diventare impopolari. Parlate solo di andare avanti con le stesse idee sbagliate che ci hanno messo in questo casino. (…) La nostra biosfera viene sacrificata per far sì che le persone ricche in Paesi come il mio possano vivere nel lusso. Molti soffrono per garantire a pochi di vivere nel lusso.»

Le decisioni finali della COP24 di Katowice hanno lasciato molti punti interrogativi e non hanno messo d’accordo tutti i governi partecipanti.

Dunque, sono stati fatti pochi passi in avanti e il particolare non futile delle promesse di riduzione delle emissioni di CO2, il cosiddetto Indc, non è stato ancora risolto. Sarà oggetto di discussione della COP25, che si terrà in Cile nel novembre del 2019.

L’Italia, nel frattempo, si è già candidata per ospitare la COP26 nel 2020.

Martina D’Arco


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