Il “belt and road initiative”, in seguito soprannominato “Le nuove via della seta”, è un progetto promosso dal presidente cinese Xi Jinping nel 2013, il cui interesse principale è quello di incrementare i collegamenti infrastrutturali e commerciali tra la Repubblica Popolare Cinese, il resto del continente eurasiatico e l’Africa, ad oggi il progetto ha coinvolto 74 tra paesi e istituzioni internazionali

Il progetto è stato approvato dal 19° Congresso nazionale del Partito Comunista Cinese (PCC) ed inserito esplicitamente nello statuto dello stesso, ciò va a sottolineare la grande rilevanza del progetto al fine di riportare la Cina al livello di potenzia mondiale.

La prima mappa ufficiale del progetto è stata pubblicata dall’agenzia di stampa cinese Xinhua nel 2013, la quale descrive le due rotte pincipali di riferimento. Quella terrestre, chiamata dalla popolazione cinese Cintura economica della via della seta, parte dalla Cina, attraversa i paesi dell’Asia Centrale, la Russia, l’Iran, la Turchia e raggiunge l’Europa del Nord; quella marittima, chiamata nel gergo ufficiale Via della seta marittima del 21° secolo, parte dalla costa della Cina, tocca i paesi del Sud-est asiatico, lo Sri Lanka, il Pakistan, raggiunge l’Africa facendo tappa a Gibuti, sale a nord e attraversa il canale di Suez per poi raggiungere il Mar Mediterraneo; qui la rotta tocca la Grecia e poi Venezia, ideale punto di collegamento tra il percorso terrestre e marittimo. Nel 2017 Cina e Italia hanno firmato un memorandum d’intesa per creare un fondo di co-investimento sino-italiano dedicato al sostegno delle piccole e medie e imprese e dotato di un fondo da 100 milioni di euro. Soprattutto, Gentiloni ha affermato che il governo cinese vuole investire nei porti di Genova e Trieste, il quale è l’unico in Europa a godere di extraterritorialità doganale.

Nonostante il progetto delle nuove vie della seta abbia una dimensione globale, la decisione di Pechino di lanciare questa iniziativa è dipesa, in primo luogo, da interessi di natura domestica legati all’andamento dell’economia cinese in quanto dal 2011 si è andato a verificare un grande rallentamento della crescita del Pil. A tal fine Pechino punta a ridurre la dipendenza dalle esportazioni (traino dell’economia cinese); aumentare la qualità della vita dei cittadini; diminuire il divario di ricchezza tra la costa (dove si concentrano i centri politici ed economici) e l’interno del paese e tra città e campagne; punta, inoltre, sui consumi interni e sul settore dei servizi, di conseguenza le nuove vie della seta possono contribuire a risolvere questi problemi coinvolgendo maggiormente le regioni interne del paese nelle attività economiche nazionali, permettendo alla Cina di elevare la qualità dei propri prodotti e tecnologie e aprendo alle aziende cinesi nuovi mercati di destinazione. Si pensa inoltre che tale obiettivo sarà raggiunto nel 2049.

Cecilia Di Filippo

https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/strategie-cinesi-e-debiti-lungo-le-nuove-vie-della-seta-20763

https://it.blastingnews.com/politica/2018/02/cina-lanciato-il-progetto-economico-nuove-vie-della-seta-002337733.html

https://it-pearson-com-prd.prd-prsn.com/aree-disciplinari/storia/temi-attualita/nuove-vie-seta.html#