Rahaf Mohammed, rifugiatasi in una stanza d’albergo di Bangkok, il 7 gennaio ha incontrato i membri dell’Alto commissariato per le Nazioni Unite (UNHCR).

La ragazza saudita, di 18 anni, ha rifiutato l’Islam come religione, ecco perché in fuga, temendo di rischiare la propria vita. Ciò è stato rivelato da fonti dell’ONU.

Dopo aver rinunciato all’Islam, Rahaf Mohammed ha chiesto asilo all’Australia, ma è dovuta rimanere nella stanza di hotel a Bangkok, dove poi ha incontrato i funzionari dell’UNHCR.

La risonanza dell’evento a livello mondiale è data dal fatto che Rahaf ha utilizzato molto il social network twitter per comunicare con il resto del mondo.

Infatti la sera del 5 gennaio, il primo tweet è stato: “La mia vita è in gioco e se dovessi essere costretta a tornare in Arabia Saudita sarò in reale pericolo”.

Dopo lo scalo obbligatorio in Thailandia prima di raggiungere l’Oceania per la richiesta di asilo, in un tweet successivo la ragazza dichiara che un agente saudita le ha ritirato il passaporto.

Dopo aver incontrato i funzionari dell’UNHCR è stata affidata a loro e ha lasciato l’aeroporto di Bangkok, inoltre le è stato concesso di restare in Thailandia.

Come si legge nell’articolo del 7 gennaio dell’Agi: “L’ambasciatore tedesco in Thailandia, Georg Schmidt, ha espresso la propria vicinanza alla ragazza saudita. La sua situazione, nonostante l’eco raggiunta dai suoi tweet, si era complicata: a stamattina ancora nessun rappresentante dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati aveva potuto raggiungere e parlare con Rahaf.”

Infine, la ragazza ha raccontato attraverso i propri tweet che non era la prima volta che si sentiva minacciata dalla propria famiglia, infatti ha dichiarato che la sua famiglia non è abbastanza “moderna” per accettare la sua scelta.

Veronica M. Mele


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