Sono giorni che si sente in giro, sia sui giornali che nei telegiornali, di un certo shutdown che sta letteralmente paralizzando l’America. Ma cos’è questo shutdown? E quali sono le sue conseguenze?

Ogni volta che il Congresso degli Stati Uniti non riesce ad approvare una legge di bilancio, entra in vigore automaticamente la procedura di shutdown, che comporta il blocco delle attività amministrative. Quando il presidente Donald Trump ha richiesto un finanziamento di 5,7 miliardi di dollari per la costruzione del muro al confine con il Messico, al congresso Repubblicani e Democratici non hanno raggiunto un accordo. Per questo motivo dallo scorso 22 dicembre un quarto delle attività federali in America sono state sospese per mancanza di fondi, e i dipendenti sono a casa senza stipendio.

La crisi amministrativa però sta creando grosse preoccupazioni sul fronte economico, poiché né il presidente né il suo entourage si stanno rendendo conto degli effetti di questa “chiusura” prolungata del governo. Infatti se durasse solo fino a febbraio 800 mila dipendenti federali continuerebbero a non percepire lo stipendio, 38 mila americani perderebbero i buoni pasto dello SNAP (Supplemental Nutrition Assistance Program) e 140 miliardi di dollari in rimborsi di imposta sarebbero posticipati o a rischio. Senza contare che gli impiegati di alcuni aeroporti stanno iniziando a scioperare e che i dipendenti dell’Amministrazione per la sicurezza dei trasporti non possono continuare a lavorare senza percepire lo stipendio. Ma il presidente e i Democratici non hanno nessuna intenzione di cedere.

La sera dell’8 gennaio Trump ha fatto un intervento dallo Studio Ovale in diretta televisiva per informare la nazione sulla questione del muro con il Messico, definendolo essenziale in quanto al confine c’è una crisi umanitaria e di sicurezza. E spiegando che esso proseguirà poiché i democratici non vogliono finanziare la sicurezza al confine, ed è per questo che il presidente ha detto di essere pronto a dichiarare l’emergenza nazionale.

Uguale ed immediata è stata la risposta dei Democratici, infatti, Nancy Pelosi e Chuck Schumer, ovvero che Trump deve immediatamente riaprire il governo e che non può tenere in bilico gli americani predicando la divisione invece che l’unità.

Il giorno dopo, il 9 gennaio a Washington si è svolto un incontro tra i Democratici e Trump con lo scopo di provare a risolvere lo shutdown, ma dopo pochi minuti il presidente ha abbandonato l’incontro definendolo una perdita di tempo poiché i Democratici continuano ad opporsi alla costruzione del muro con il Messico. Per questo Trump ha annunciato che se continuerà lo shutdown dichiarerà l’emergenza nazionale, la quale gli fornirebbe i fondi necessari per la realizzazione del muro senza il bisogno dell’autorizzazione del Congresso.

L’ultima notizia apparsa sul profilo Twitter del presidente è quella della cancellazione della sua partecipazione al WEF (World Economic Forum) che si svolgerà dal 22 al 25 gennaio a Davos. Si è scusato con gli organizzatori incolpando i Democratici per il prolungamento dello shutdown.

Flavia Polizzi